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	<title>Storia di Genova Archivi - Gli appartamenti di Ema</title>
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	<title>Storia di Genova Archivi - Gli appartamenti di Ema</title>
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		<title>Alla scoperta di Fabrizio De Andrè, in direzione ostinata e contraria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Emanuele]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Mar 2024 09:08:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia di Genova]]></category>
		<category><![CDATA[Faber]]></category>
		<category><![CDATA[Fabrizio De Andrè]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In un blog che parla di Genova, non poteva certo mancare un tributo a Fabrizio De Andrè. Lo celebriamo con l&#8217;articolo di Noemi: &#8220;Alla scoperta di Fabrizio De Andrè, in direzione ostinata e contraria&#8221;. brevi cenni sulla vita di un ribelle Non si può certo dire che sia stato un personaggio ordinario. Eppure, nonostante il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>In un blog che parla di Genova, non poteva certo mancare un tributo a <strong>Fabrizio De Andrè</strong>. Lo celebriamo con l&#8217;articolo di Noemi:<strong> &#8220;Alla scoperta di Fabrizio De Andrè, in direzione ostinata e contraria&#8221;. </strong></p>
<h5><em><strong>brevi cenni sulla vita di un ribelle</strong></em></h5>
<p>Non si può certo dire che sia stato un personaggio ordinario.</p>
<p>Eppure, nonostante il suo atteggiamento discostante, introverso e a tratti quasi maleducato, è ricordato come uno dei cantautori più influenti della musica italiana.</p>
<p>Ovviamente, era un ligure. Ovviamente stiamo parlando di <strong>Fabrizio De Andrè</strong>.</p>
<p>Nato a Genova nel 1940, fin da bambino manifesta un comportamento decisamente fuori dagli schemi: un Fabrizio irriverente e anticonformista, talmente esuberante da essere spedito in una scuola di Gesuiti. Qui sarà vittima di un tentativo di molestia sessuale da parte di un gesuita: ma il ragazzo non solo respinge fermamente la molestia, è deciso anche a sollevare un polverone di protesta che porterà all’allontanamento del gesuita dall’istituto.</p>
<p>Insomma, un ragazzo con le idee chiare e un carattere molto forte fin dalla tenera età. Carattere che contrasta nettamente con l’impostazione familiare di origine, soprattutto con quella del padre, imprenditore e, nel dopoguerra, vicesindaco di Genova: i genitori di Fabrizio infatti, entrambi benestanti, avrebbero voluto per lui un’educazione rigorosa e lineare.</p>
<p>Nulla di più diverso da quella che era la natura del figlio. Negli anni dell’università inizia ad avere problemi di alcolismo, frequenta i personaggi più disparati, viaggia molto e si fidanza con una prostituta. Cerca di tirar su qualche soldo con lavoretti saltuari insieme al grande amico d’infanzia Paolo Villaggio.</p>
<p>Sono questi gli anni della scoperta musicale: sarà infatti l’ascolto di Georges Brassens, già noto e avviato cantautore francese, ad influenzare significativamente la sua musicità. Frequenta poi altri noti musicisti italiani (personaggi del rango di Gino Paoli e Luigi Tenco) e si appassiona della musica jazz: inizia anche a suonare la chitarra e ad esibirsi e cantare in un locale genovese.</p>
<p>Nel 1960 vede la luce la sua prima canzone: “La ballata di Michè”.</p>
<p><i>Io so che Michè<br />
Ha voluto morire perché<br />
Ti restasse il ricordo del bene profondo<br />
Che aveva per te</i></p>
<p><i>Vent&#8217;anni gli avevano dato<br />
La Corte decise così<br />
Perché un giorno aveva ammazzato<br />
Chi voleva rubargli Marì</i></p>
<p>È la storia di un detenuto a cui hanno dato 20 anni di carcere perché ha ammazzato un pretendente della sua amata, Marì. Tuttavia, non potendo resistere alla lontananza da Marì, si impicca nella sua cella.</p>
<p>Questo è solo l’esordio di una carriera che durerà 40 anni, una carriera densa di storie e racconti fuori dal comune (proprio come era lui), con uno sguardo sempre presente ai deboli, agli indifesi, agli emarginati della società. Le sue canzoni sono spesso poesie, racconti toccanti di persone ed eventi ordinari che lui riesce a rendere magici e speciali: Bocca di Rosa, la guerra di Piero, Via del Campo, la canzone di Marinella, <a href="https://www.gliappartamentidiema.it/2020/03/23/il-cappio-dorato/">Geordie</a>, solo per citare alcuni dei testi più famosi.</p>
<p>Muore nel 1999 per un carcinoma polmonare, lasciandoci in eredità 14 album discografici, alcuni singoli e suo figlio Cristiano, nato nel 1962 dalla sua prima moglie, che oggi si esibisce spesso in concerti nei quali ripropone le canzoni del padre.</p>
<p><a name="Bookmark"></a>Se avete occasione andatelo ad ascoltare: oltre alla notevole somiglianza fisica, se chiudete gli occhi vi sembrerà di stare ascoltando proprio il grande Faber.</p>
<p>Spero che l&#8217;articolo ti sia piaciuto 🙂</p>
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<p>&nbsp;</p>
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		<title>La crociata dei bambini</title>
		<link>https://www.gliappartamentidiema.it/2022/06/27/la-crociata-dei-bambini/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Emanuele]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jun 2022 16:02:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Racconti e leggende]]></category>
		<category><![CDATA[la crociata dei bambini]]></category>
		<category><![CDATA[racconti e leggende]]></category>
		<category><![CDATA[Storia di Genova]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La crociata dei bambini è un tragico episodio a metà tra storia e leggenda, avvenuto nel 1212, anno in cui migliaia di fanciulli lasciarono le proprie case e partirono per liberare la terra Santa. I ragazzi, mossi da nobili ideali, erano convinti di sconfiggere il nemico senza l&#8217;uso delle armi, ma soltanto grazie all&#8217;aiuto di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>La crociata dei bambini</strong></em> è un tragico episodio a metà tra storia e leggenda, avvenuto nel 1212, anno in cui migliaia di fanciulli lasciarono le proprie case e partirono per liberare la terra Santa.</p>
<p>I ragazzi, mossi da nobili ideali, erano convinti di sconfiggere il nemico senza l&#8217;uso delle armi, ma soltanto grazie all&#8217;aiuto di Dio che mosso a misericordia  avrebbe aperto il mare di fronte a loro permettendogli di raggiungere la Palestina e avrebbe convertito gli infedeli.</p>
<p>L&#8217;obiettivo della spedizione era quello di <strong>pregare sul sepolcro di Cristo</strong> e recuperare <a href="https://www.gliappartamentidiema.it/2020/08/24/la-leggenda-della-croce-degli-zaccaria/"><strong>la Santa Croce</strong></a>.</p>
<h5><em><strong>Le comitive</strong></em></h5>
<p>Vi erano due grandi comitive, una proveniente dalla <strong>Francia</strong> e una dalla <strong>Germania</strong>. La prima era guidata da un ragazzo di nome <strong>Etienne</strong>, mentre i ragazzi teutonici seguivano un certo <strong>Niklaus</strong>.</p>
<p>Le comitive attraversarono la valle del Reno, l&#8217;Alsazia, la Lorena, la Turingia, la Baviera, per arrivare in Italia, passando per le città di Torino, Alessandria, Piacenza, Cremona, Parma e Genova. Alcuni riuscirono addirittura a prendere il mare e arrivare in Sardegna, approdando anche nell&#8217;Isola di Tabarca, in Spagna.</p>
<p>Il viaggio fu lungo e pieno d&#8217;insidie. Molti bambini perirono di stenti lungo il cammino. La maggior parte venne accolta e rifocillata dagli abitanti dei villaggi sulla strada verso la Terra Santa.</p>
<p>Le persone che assistevano alla marcia pregavano per i bambini anche se una parte di loro attribuiva l&#8217;ispirazione di quel viaggio disperato al demonio in persona.</p>
<h5><em><strong>La spedizione tedesca </strong></em></h5>
<p>I bambini tedeschi, guidati da Niklaus, attraversarono Germania e Svizzera ed entrarono in Italia passando dal Colle di Moncenisio e dal San Gottardo. Raggiunsero Torino, si diressero ad Alessandria, poi a Piacenza. Passarono il ponte Gobbo della Val Trebbia e arrivarono a Genova il 25 agosto del 1212.</p>
<p>Dei circa ventimila bambini partiti non ne rimasero più di settemila.</p>
<p>Arrivati a Genova, i fanciulli dovettero fare i conti con l'&#8221;accoglienza ligure&#8221;&#8230;</p>
<p>Gli abitanti della Superba erano convinti che i ragazzi fossero posseduti dal <a href="https://www.gliappartamentidiema.it/?s=asmodeo">demonio</a>, e sbatterono le porte in faccia ai membri della comitiva che vagavano disperati alla ricerca di cibo e ricovero.</p>
<p>Ma non fu quello il peggiore dei mali: quando i bimbi guidati da Niklaus arrivarono al mare, questo non si aprì come il mar rosso e la spedizione verso la Terra Santa divenne una chimera.</p>
<p>L&#8217;impresa si rivelò un fallimento e i bambini non poterono fare altro che girare i tacchi e tornare indietro, anche se purtroppo la maggior parte di essi perì durante il viaggio di ritorno, senza riuscire a rivedere la propria casa.</p>
<h5><em><strong>La spedizione francese</strong></em></h5>
<p>La spedizione francese ebbe una sorte peggiore: arrivati a Marsiglia, i bimbi caddero vittima di <strong>Guglielmo Porcu</strong>, un mercante di schiavi genovese, che promise loro di portarli in Terra Santa.</p>
<p>In effetti in Terra Santa ci arrivarono, ma furono venduti a al mercato degli schiavi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Finisce così nella tragedia la Crociata dei Bambini, una spedizione suicida mossa dall&#8217;immensa fede in Dio e dal sogno di liberare la Terra Santa.</p>
<p>Purtroppo, l&#8217;unica morale di questa storia è la pericolosità del potere della suggestione. In questi ultimi anni abbiamo potuto verificare sulla nostra pelle come la mente delle persone possa essere manipolata, ottenendo dei comportamenti che non hanno nulla a che fare con la razionalità&#8230;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h5><em><strong>Curiosità </strong></em></h5>
<h6><em><strong>Antenati</strong></em></h6>
<p>Alcuni bambini decisero di rimanere a Genova dove misero radici diventando i progenitori di alcune famiglie genovesi, tra cui quella dei Vivaldi.</p>
<h6><strong><em>La fiaba del pifferaio magico</em></strong></h6>
<p>La crociata dei bambini ha ispirato la celebre Fiaba del <strong>pifferaio magico</strong>.</p>
<p>Gli abitanti di Hamelin convocano il pifferaio a cui viene affidato il compito di liberare la città dai topi che avevano causato una terribile epidemia di peste. Grazie al suono del suo magico flauto, il pifferaio incanta i roditori conducendoli verso il fiume e la morte per annegamento.</p>
<p>Gli abitanti si rifiutano di pagare il pifferaio per il lavoro svolto. Quest&#8217;ultimo intona una melodia che incanta i bambini che seguono il pifferaio scomparendo all&#8217;interno di una montagna.</p>
<p><em>Tratto da Genova Segreta di Giampiero Orselli e Stefano Roffo</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Simone Boccanegra</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Barbara Angelini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Feb 2022 10:00:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia di Genova]]></category>
		<category><![CDATA[genova]]></category>
		<category><![CDATA[Simone Boccanegra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per chi non lo sapesse, Simone Boccanegra è considerato uno dei padri della città di Genova. L’anno della sua nascita non è conosciuto, ma sappiamo che è vissuto fino al 14 marzo del 1363, proprio nel mezzo dei grandi contrasti tra la fazione Guelfa e la fazione Ghibellina che imperversavano sulla penisola italica. &#160; La [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Per chi non lo sapesse, <strong>Simone Boccanegra</strong> è considerato uno dei <strong>padri</strong> della città di Genova.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">L’anno della sua nascita non è conosciuto, ma sappiamo che è vissuto fino al 14 marzo del 1363, proprio nel mezzo dei grandi contrasti tra la <strong>fazione Guelfa</strong> e la <strong>fazione Ghibellina</strong> che imperversavano sulla penisola italica.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<h5><em><strong>La carica di doge</strong></em></h5>
<p><span style="font-weight: 400;">Nato da una famiglia <strong>borghese</strong>, che era riuscita ad arricchirsi e ad <strong>entrare nella nobiltà,</strong> arrivò a ricoprire la carica di <strong>Primo Doge della Repubblica di Genova.</strong></span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La sua elezione avvenne a furor di popolo, e diede inizio al periodo dell&#8217;<strong>egemonia popolare</strong> e dei <a href="https://www.gliappartamentidiema.it/2021/01/25/le-elezioni-del-doge-a-genova/"><strong>dogi perpetui</strong></a>.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Con l&#8217;istituzione della carica, che fu confermata vitalizia il <strong>23 dicembre 1339,</strong> il Parlamento decise di istituire un consiglio di 15 popolani e di escludere la nobiltà e i guelfi dal dogato e da ogni ufficio pubblico.</span></p>
<p>Una decisione che generò un forte malcontento politico tra i nobili che<span style="font-weight: 400;"> si tradusse in diversi tentativi di colpi di stato e attacchi alla persona. </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-2897 aligncenter" src="https://www.gliappartamentidiema.it/wp-content/uploads/2022/02/784.jpg" alt="Moneta del doge Simone Boccanegra" width="266" height="260" /></p>
<p>Nel 1344, la nobiltà ottenne la possibilità di rientrare nel consiglio in pari numero con i popolani e Boccanegra, in pieno contrasto con i nobili, perse anche l&#8217;appoggio popolare, venendo costretto a rinunciare alla carica e a rifugiarsi a Pisa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h5><em><strong>Il rientro in patria</strong></em></h5>
<p>Durante l&#8217;esilio, il comando della città venne preso temporaneamente da Giovanni Murta.</p>
<p>Finalmente, nel 1353, riesce a rientrare a Genova.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h5><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-2896 aligncenter" src="https://www.gliappartamentidiema.it/wp-content/uploads/2022/02/1024px-Museo_di_SantAgostino_Genova_Monumento_sepolcrale_di_Simone_Boccanegra-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></h5>
<h5></h5>
<p><span style="font-weight: 400;">Dopo altri 3 anni, nel <strong>1356</strong>, riottiene la <strong>carica di doge della Repubblica di Genova.</strong> </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Governò gli ultimi anni con estrema fermezza e in contrasto con le mire nobiliari, permettendo alla Superba di ottenere grande prestigio e stabilire il predomino sulla Corsica. </span></p>
<p>Simone Boccanegra perse la vita il 4 marzo del 1363.</p>
<p><span style="font-weight: 400;">Secondo la tradizione, venne avvelenato durante un banchetto in onore del re di Cipro, organizzato per cercare alleati contro i Turchi.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<h5><em><strong>Curiosità</strong></em></h5>
<p>&nbsp;</p>
<h6><em><strong>L&#8217;opera di Verdi</strong></em></h6>
<p>La famosa opera di Giuseppe Verdi &#8220;Simon Boccanegra&#8221;, uscita nel marzo del 1857, è ispirata alla storia del doge genovese.</p>
<h6><em><strong>La guardia personale</strong></em></h6>
<p>Durante il suo governo, Boccanegra fu costretto ad istituire una <span style="font-weight: 400;">guardia personale di ben 103 cavalieri pisani per proteggersi dagli attacchi dei suoi nemici politici che si intensificarono durante la sua carica. </span></p>
<p>&nbsp;</p>
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<p>&nbsp;</p>
<p><em>tratto da &#8220;Il Caffaro, portale culturale e turistico per Genova e la Liguria&#8221;  </em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il Museo del Tesoro di San Lorenzo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Emanuele]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Jan 2022 09:19:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia di Genova]]></category>
		<category><![CDATA[Cattedrale di San Lorenzo]]></category>
		<category><![CDATA[Museo del Tesoro di San Lorenzo]]></category>
		<category><![CDATA[Museo della cattedrale di San Lorenzo]]></category>
		<category><![CDATA[San Lorenzo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel centro storico di Genova, si erge la cattedrale di San Lorenzo. La sua origine risale al 1118, consacrata da Papa Gelasio, quando ancora non era che un altare con un piccolo spazio riservato alla preghiera intorno ad esso. Nel corso degli anni si sono susseguiti numerosi cambiamenti e arricchimenti artistici che l&#8217;hanno portata a [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel centro storico di Genova, si erge la <strong>cattedrale di San Lorenzo</strong>. La sua origine risale al 1118, consacrata da Papa Gelasio, quando ancora non era che un altare con un piccolo spazio riservato alla preghiera intorno ad esso.</p>
<p>Nel corso degli anni si sono susseguiti numerosi cambiamenti e arricchimenti artistici che l&#8217;hanno portata a rappresentare il luogo di culto più famoso per i genovesi.</p>
<p>Sicuramente è una tappa fondamentale per chi decide di visitare la città. Anche perché ci sono moltissime leggende e racconti legati a questa struttura che meritano di essere ascoltati per comprendere a pieno<strong> la storia di Genova</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h5><em><strong>Il Tesoro di San Lorenzo</strong></em></h5>
<p>Una di queste storie è sicuramente legata al Tesoro di San Lorenzo, nascosto nelle <strong>cripte sotterranee</strong> della chiesa.</p>
<p>Dagli archivi storici risulta che già a partire dal<strong> XII secolo</strong> vi sono tracce di una collezione di reliquie di grande valore, che nel corso del tempo si è arricchita sempre di più grazie alle donazioni di grandi e facoltosi personaggi storici, ai contributi privati o di stato, ai voti dei fedeli, ma anche ai bottini di guerra.</p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il momento di <strong>massimo splendore</strong> del Tesoro di San Lorenzo si attesta<strong> tra il Trecento e il Cinquecento</strong>. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Purtroppo nel corso degli anni ci sono state grandissimi perdite e solamente pochi oggetti registrati negli archivi sono arrivati sino ai giorni nostri. </span></p>
<p>Il tempo e la necessità di denaro liquido per far fronte a situazioni critiche, hanno decretato la vendita o la perdita dei alcuni tesori custoditi all&#8217;interno della cattedrale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h5><em><strong>Il Museo del Tesoro di San Lorenzo e i suoi oggetti</strong></em></h5>
<p><span style="font-weight: 400;">Il Museo del Tesoro di San Lorenzo contiene molti oggetti di indiscusso valore artistico, storico ed economico. Nonostante il numero di opere rimasto non sia eccesivo rimane sicuramente un&#8217;eccezione nel panorama italiano per preziosità e rarità del contenuto.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Si possono distinguere tre tipologie principali: </span></p>
<ul>
<li><span style="font-weight: 400;"><em>I Reliquiari</em>: oggetti che fungono da custodia per le reliquie dei Santi.</span></li>
<li><span style="font-weight: 400;"><em>Le opere dedicate a <a href="https://www.gliappartamentidiema.it/2021/03/22/le-ceneri-di-san-giovanni-battista/">San Giovanni Battista</a></em>, patrono di Genova dal 1327</span></li>
<li><span style="font-weight: 400;"><em>Gli arredi liturgici e la storia</em> della cattedrale: Una delle principali attrazioni in questo ambito è il <a href="https://www.gliappartamentidiema.it/2020/04/20/la-leggenda-del-sacro-catino/"><strong>Sacro Catino</strong></a>, avvolto da molte leggende che ho raccontato in articolo precedente. Oltre a questo sono notevoli di menzione l’<strong>Arca processionale del Corpus</strong> <strong>Domini </strong>e <strong>la statua dell’Immacolata</strong></span></li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-2738" title="www.museidigenova.it" src="https://www.gliappartamentidiema.it/wp-content/uploads/2022/01/Piatto-di-Calcedonio-768x1024.jpg" alt="" width="400" height="533" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h5><em><strong>L&#8217;inaugurazione del Museo del Tesoro di San Lorenzo</strong></em></h5>
<p><span style="font-weight: 400;">L&#8217;esposizione al pubblico del patrimonio artistico del tesoro iniziò solo a partire dal 1892, quando, in memoria del IV centenario della scoperta dell&#8217;America, le bellezze del Tesoro di San Lorenzo presero ufficialmente posto in uno spazio retrostante la sacrestia.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La posizione scenografica degli oggetti rimase immutata fino alla seconda guerra mondiale, dopo la quale per questioni di spazio fu necessario ricollocarli in un nuovo ambiente. E&#8217; a questo punto che fu proposto l&#8217;utilizzo della cripta per ospitare il grande tesoro della cattedrale.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel <strong>1956</strong> la cripta ed il suo contenuto furono inaugurati dal <strong>Cardinale Giuseppe Siri</strong> come il &#8220;Museo del Tesoro di San Lorenzo&#8221; che oggi conosciamo. </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<h5><em><strong>La cripta del Tesoro di San Lorenzo</strong></em></h5>
<p>L&#8217; allestimento del museo nella cripta della chiesa di San Lorenzo inizia nel 1952 ad opera dell&#8217;architetto <strong>Franco Albini</strong>.</p>
<p><span style="font-weight: 400;">Si tratta di un&#8217;opera piuttosto famosa, considerata un capolavoro dalla museologia Moderna.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La sistemazione in una cripta sotterranea in <strong>pietra grigia</strong>, immersa in penombra, offre uno spazio estremamente suggestivo, che richiama la sensazione di uno <strong>scrigno</strong> contenente grandi opere di oreficeria di molte epoche diverse.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La <strong>cripta</strong> è composta da un dedalo di corridoi che conducono tutti ad un piccolo spazio centrale, suddiviso in un preingresso circolare e una stanza centrale di forma irregolare, da cui si diramano altri tre spazi circolari di dimensione crescente.<br />
</span><span style="font-weight: 400;">Gli ambienti sono inoltre caratterizzati da una volta di travi in cemento armato disposte in raggi che vengono riprese a terra dalle fughe del pavimento.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"> </span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-2740 size-full" src="https://www.gliappartamentidiema.it/wp-content/uploads/2022/01/Museo-del-Tesoro-di-S-Lorenzo.jpg" alt="" width="330" height="247" srcset="https://www.gliappartamentidiema.it/wp-content/uploads/2022/01/Museo-del-Tesoro-di-S-Lorenzo.jpg 330w, https://www.gliappartamentidiema.it/wp-content/uploads/2022/01/Museo-del-Tesoro-di-S-Lorenzo-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 330px) 100vw, 330px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h5><em><strong>Curiosità</strong></em></h5>
<h6><em><strong>Il proiettile di San Lorenzo</strong></em></h6>
<p>La mattina del 9 febbraio del 1941,<a href="https://www.gliappartamentidiema.it/2020/04/13/il-proiettile-di-san-lorenzo/"> la Cattedrale di San Lorenzo viene colpita da un &#8220;proiettile&#8221; calibro 381</a>, sparato dalla corazzata inglese Renown. Il colpo, dopo aver sfondato i due muri maestri, centrò il pavimento della chiesa senza esplodere. Ancora oggi possiamo ammirare il reperto, custodito all&#8217;interno dell&#8217;edificio. Un vero e proprio miracolo.</p>
<h6><em><strong>La Croce degli Zaccaria</strong></em></h6>
<p>Tra i reliquiari costuditi nel museo della Cattedrale, spicca la <a href="https://www.gliappartamentidiema.it/2020/08/24/la-leggenda-della-croce-degli-zaccaria/"><strong>Croce degli Zaccaria</strong></a>, un antico manufatto dalla storia leggendaria. Si narra che al suo interno siano custoditi due pezzi della croce su cui fu crocifisso il Cristo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h6><em><strong>Franco Albini</strong></em></h6>
<p><span style="font-weight: 400;">L&#8217;architetto Franco Albini non è genovese. Tuttavia è uno dei principali architetti, urbanisti, designer e accademici italiani che ha vissuto nel ventesimo secolo,</span><span style="font-weight: 400;"> aderente alla corrente del razionalismo italiano.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La sua attività inizia nel 1929 grazie alla laurea in architettura al Politecnico di Milano. In quegli anni fece molti viaggi in Europa, grazie a cui entrò in contatto con grandi personalità dell&#8217;epoca.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le sue opere a Genova furono numerose, tra cui: la realizzazione del club tennis club Valletta Cambiaso nel quartiere di Albaro, i nuovi uffici comunali ora noti come Palazzo Albini, il museo del Tesoro di San Lorenzo e la Sistemazione di Palazzo Rosso </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nella speranza di averti incuriosito con questo articolo colgo l&#8217;occasione per augurarti un buon inizio anno!  🙂</p>
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<p>&nbsp;</p>
<h5><em><strong>Fonti</strong></em></h5>
<p>Dagnino, Di Fabio, <i>San Lorenzo e il museo del tesoro<br />
</i>www.atlantearchitetture.beniculturali.it (Ultima consultazione a gennaio 2022)<br />
www.museidigenova.it (Ultima consultazione a gennaio 2022)<i><br />
</i></p>
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		<title>Genovese, le origini del dialetto</title>
		<link>https://www.gliappartamentidiema.it/2021/12/20/genovese-le-origini-del-dialetto/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Emanuele]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Dec 2021 12:30:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia di Genova]]></category>
		<category><![CDATA[dialetto genovese]]></category>
		<category><![CDATA[origini dei dialetti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Sciuscià e sciurbì nu se peu&#8221;, &#8220;soffiare e succhiare non si può&#8221;. Tradotto, fare due cose assieme è il modo migliore per farle male! Il dialetto genovese è sempre stato ricco di espressioni spiritose, ma dove nasce la lingua che sentiamo ancora oggi parlare nei caruggi e nelle strade della Superba? Fin dall&#8217;antichità, la storia [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8220;Sciuscià e sciurbì nu se peu&#8221;</em>, &#8220;soffiare e succhiare non si può&#8221;. Tradotto, fare due cose assieme è il modo migliore per farle male!</p>
<p>Il dialetto genovese è sempre stato ricco di espressioni spiritose, ma dove nasce la lingua che sentiamo ancora oggi parlare nei <em>caruggi e </em>nelle strade della <em>Superba</em>?</p>
<p>Fin dall&#8217;antichità, la storia della <strong>Liguria</strong> è caratterizzata dalla presenza di popolazioni eterogenee.</p>
<p>Essendo un punto strategico all&#8217;interno del bacino del <strong>Mediterraneo</strong>, <strong>Genova</strong> è stata un crocevia di popoli e <strong>dialetti.</strong></p>
<p>La presenza di lingue diverse parlate sulle strade della <em>Superba</em>, ha reso il <em><strong>genovese</strong></em> un idioma particolare e diverso dai dialetti circostanti.</p>
<p>Nell&#8217;antichità il territorio ligure è stato occupato dai Greci prima, e dai Romani in seguito. Tuttavia già in questo periodo iniziarono le incursioni di popoli stranieri, come i Celti, Fenici, Greci, Italici, Barbari, Levantini, che poi si fusero con i Romani.</p>
<p>Al centro del territorio ligure Genova prese sempre di più un ruolo centrale nell&#8217;ambito degli scambi commerciali tra i mercanti, assumendo una connotazione più <strong>internazionale</strong> rispetto alle popolazioni vicine.</p>
<p>L&#8217;arrivo dei Romani condusse Genova all&#8217;interno della sfera latina. Un fattore che influenzò la lingua comune.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-2497 aligncenter" src="https://www.gliappartamentidiema.it/wp-content/uploads/2021/11/Forti-Genova-1-1-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></p>
<h5><em><strong>L&#8217;influenza di varie culture</strong></em></h5>
<p>La storia insegna che i territori appartenenti al Nord-Italia sono stati spesso invasi dai popoli nordici. In particolare la Liguria fu mira espansionistica del <strong>popolo gallico</strong>, di cui subì l&#8217;influenza linguistica.</p>
<p>Contemporaneamente rimase forte l&#8217;influenza <strong>spagnola e portoghese</strong>, di cui si riscontra una ricchezza vocalica e consonantica superiori all&#8217;italiano.</p>
<p>Un altro forte ascendente sul genovese, legato più ai territori liguri del levante, si ebbe grazie alla presenza di <strong>colonie nell&#8217;Egeo e nel Mar Nero</strong>.</p>
<h5><em><strong>L&#8217;arrivo del popolo arabo </strong></em></h5>
<p>Con il finire del<strong> IX secolo</strong> assistiamo ai primi contatti con il <strong>popolo arabo</strong>, con cui furono intessuti diversi rapporti commerciali e diplomatici.</p>
<p>Inoltre le mire <a href="https://www.gliappartamentidiema.it/2021/11/08/le-colonie-genovesi/"><strong>espansionistiche coloniali</strong></a> sui territori musulmani, portarono il popolo ligure ad avvicinarsi alle lingue arabe, necessarie per poter avere un confronto dialettico.</p>
<p>Questi interscambi culturali accentuarono l&#8217;influenza della lingua araba anche nel territori controllati dalla <em>Superba</em>.</p>
<h5><em><strong>L&#8217;annessione al regno Napoleonico</strong></em></h5>
<p>L&#8217;ultima grande influenza linguistica, in ordine di tempo, seconda solo alla lingua spagnola (dovuta all&#8217;espansione coloniale), si ebbe con l&#8217;annessione al <strong>Regno di Napoleone, </strong>quando il francese ebbe un influsso sul dialetto genovese.</p>
<p>Con la nascita del Regno d&#8217;Italia, la classe intellettuale genovese iniziò a perdere l&#8217;idioma regionale fino ad ora mantenuto, avvicinandosi alla lingua italiana.</p>
<div id="attachment_2498" style="width: 235px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-2498" class="size-medium wp-image-2498" src="https://www.gliappartamentidiema.it/wp-content/uploads/2021/11/Forti-Genova-1-2-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" srcset="https://www.gliappartamentidiema.it/wp-content/uploads/2021/11/Forti-Genova-1-2-225x300.jpg 225w, https://www.gliappartamentidiema.it/wp-content/uploads/2021/11/Forti-Genova-1-2.jpg 255w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /><p id="caption-attachment-2498" class="wp-caption-text"><em>Niccolò_Bacigalupo</em></p></div>
<p>&nbsp;</p>
<h5><em><strong>Curiosità</strong></em></h5>
<h6><em><strong>Alcuni proverbi genovesi</strong></em></h6>
<p><em>I dinæ son riondi e s&#8217;arigoelan.</em><br />
<em>I soldi sono rotondi e rotolano (via).</em></p>
<p><em>E mogê di mainæ no son ne vìdoe ne maiæ.</em><br />
<em>Le mogli dei marinai non sono né vedove né sposate.</em></p>
<p><em>Pestâ l&#8217;ægua in to mortä.</em><br />
<em>Pestare l&#8217;acqua nel mortaio (perdere tempo).</em></p>
<h6><em><strong>Il poeta</strong></em></h6>
<p><strong>Niccolò Bacigalupo</strong> è considerato il portavoce del dialetto genovese nell&#8217;ambito letterario dell&#8217;ultimo &#8216;800. All&#8217;autore è stata intestata anche una via 🙂</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Spero di averti incuriosito con questo articolo!  🙂</p>
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			</item>
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		<title>I forti di Genova</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Emanuele]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Dec 2021 13:05:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia di Genova]]></category>
		<category><![CDATA[forti]]></category>
		<category><![CDATA[Forti di Genova]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I forti di Genova sono famosi sia per i suoi cittadini che per i forestieri. Le diverse fortificazioni che si ergono a difesa del territorio riflettono in un certo senso il carattere chiuso e protettivo dei suoi abitanti. Una storia piena di battaglie e di attacchi ha fatto sì che ogni epoca avesse bisogno di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I forti di Genova sono famosi sia per i suoi cittadini che per i forestieri. Le diverse fortificazioni che si ergono a difesa del territorio riflettono in un certo senso il carattere chiuso e protettivo dei suoi abitanti.</p>
<p>Una storia piena di battaglie e di attacchi ha fatto sì che ogni epoca avesse bisogno di consolidare le protezioni murarie di quella precedente, ampliando la cinta delle mura e costruendo nuovi forti.</p>
<p>Molti dei forti di Genova sono rimasti in ottime condizioni nel tempo ed possibile anche visitarne alcuni. Sono infatti meta di moltissimi escursionisti di trekking o mountain bike.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-2490 aligncenter" src="https://www.gliappartamentidiema.it/wp-content/uploads/2021/11/Drone-Genova-Forte-Begato_2018_67-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" /></p>
<h4><em><strong>Il sistema centrale </strong></em><em><strong>dei forti di Genova</strong></em></h4>
<p>La parte centrale è composta da:</p>
<ul>
<li>il perimetro delle Mura Nuove</li>
<li>i forti di sampierdarena, esterni alle mura</li>
<li>I forti dei crinali dell&#8217;area nord</li>
</ul>
<p>Il perimetro delle Mura è particolarmente interessante per gli amanti della natura. Infatti grazie all&#8217;ambiente che si è creato, con più di novecento specie di piante di diverse tipologie, è stato realizzato un parco naturale chiamato appunto <strong>&#8220;Parco delle Mura&#8221;</strong>.</p>
<p>La funzione delle mura ha lasciato il posto a quella naturalistica, dando ai cittadini la possibilità di passeggiare nel verde e respirare l&#8217;aria pulita di questo territorio.</p>
<p>Alcuni dei forti del parco vengono tutt&#8217;oggi utilizzati per dare vita a spettacoli estivi come <strong>Forte Sperone</strong>.</p>
<h4><em><strong>Il sistema orientale dei forti di Genova</strong></em></h4>
<p>La parte orientale è composta da tutti i forti a levante della Val Bisagno. Lo sviluppo di questa protezione bellica si ebbe in 3 fasi storiche distinte.</p>
<p>L&#8217;assedio delle forze austriache nel 1746 rivelò una falla nel sistema difensivo della città, dando il via ad una nuova progettazione da parte di un gruppo di ingegneri militari, sotto la supervisione di <strong>de Sicre</strong>, ingegnere ed ispettore generale delle Fortificazioni. Nella prima fase si elaboro una strategia per proteggere gli orti e le ville della <strong>sponda orientale del Bisagno,</strong> a partire dalla <strong>Madonna del Monte</strong>. Successivamente vennero allargato con i <strong>forti di Quezzi</strong> e <strong>Santa Tecla</strong>, a cui poi si aggiunse <strong>forte Richelieu</strong>.</p>
<p>Solo nella prima metà del XIX secolo si concluse l&#8217;opera dei forti orientali con la costruzione dei <strong>Forti <a href="https://www.gliappartamentidiema.it/2021/05/03/alla-scoperta-di-forte-monteratti/">Ratti</a></strong>, <strong>San Martino</strong> e <strong>San Giuliano</strong>.</p>
<h4><em><strong>I forti di Ponente</strong></em></h4>
<p>Con la Triplice e la pace con l&#8217;Austria causarono un inasprimento dei rapporti con la Francia. La crisi diplomatica rese necessaria l&#8217;esigenza di costruire fortificazioni belliche protettive anche sul lato di ponente, sostenute dal territorio piemontese.</p>
<p>Questi forti sono ormai di chiaro stampo moderno, per quanto mantengano il caratteristico fossato di perimetro. Sono costruiti a livello del suolo, coperte con la terra per poterli mimetizzare alla vista dei nemici. Il materiale con cui sono stati costruiti è semplice pietra, che li rende solidi e resistenti agli agenti esterni e agli attacchi esterni.</p>
<p>In questo periodo rientrano le costruzioni dei forti di <strong>Cornigliano</strong> e di <strong>Sestri Ponente,</strong> con l&#8217;aggiunta del <strong>Turchino</strong>.</p>
<p>Fortunatamente l&#8217;uso delle fortificazioni fu limitato e con la fine della Guerra vennero dismesse.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4><em><strong>La guerra della Liberazione</strong></em></h4>
<p>Uno degli episodi più significativi della storia recente che riguarda le mura di Genova è la guerra di Liberazione dal movimento nazifascista. in questo periodo di contrasti tra la popolazione I partigiani usavano i contrafforti come riferimento per spingersi fino ai <em>caruggi</em> e poi verso la zona industriale. La conformazione caratteristica del territorio, che li colloca in una zona collinare, faceva sì che fossero visibili ed estremamente caratteristici per chi giungeva dal mare.</p>
<p>Parte integrante di questo sistema di fortificazione è la <a href="https://www.gliappartamentidiema.it/2020/06/29/la-lanterna-di-genova-storia-origini-e-curiosita/">Lanterna</a>, oggi simbolo di Genova.</p>
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<p>In futuro, vedremo qualche forte nel dettaglio, per ora mi sembrava giusto darvi qualche notizia generale per avere un quadro della posizione e della storia dei Forti di Genova</p>
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<p><em>tratto da &#8220;Arte e cultura a Genova &#8211; Il sistema dei Forti, su Sistema Turistico Locale Genovesato.&#8221; e “I Forti di Genova” Sagep Editrice</em></p>
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		<title>Tortosa, un lungo assedio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Emanuele]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Nov 2021 08:22:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia di Genova]]></category>
		<category><![CDATA[Armenia]]></category>
		<category><![CDATA[Crociate]]></category>
		<category><![CDATA[Tortosa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tra il 1146 e il 1148, la Repubblica di Genova intraprese una campagna bellica per controllare il bacino del Mediterraneo occidentale. Le battaglie di Armenia e Tortosa sono stati i momenti più importanti di questa campagna, che segnarono la vittoria dei genovesi sul predominio spagnolo. Bisogna sottolineare, che il contesto storico è infiammato dallo scontro tra [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Tra<strong> il 1146 e il 1148,</strong> la <strong>Repubblica di Genova</strong> intraprese una campagna bellica per controllare il <strong>bacino del Mediterraneo occidentale</strong>. Le <strong>battaglie di Armenia e Tortosa</strong> sono stati i momenti più importanti di questa campagna, che segnarono la vittoria dei genovesi sul predominio spagnolo.</p>
<p>Bisogna sottolineare, che il contesto storico è infiammato dallo <strong>scontro tra la fede musulmana e quella cristiana</strong>. Un conflitto senza tempo che è passato dalle <a href="https://www.gliappartamentidiema.it/2021/04/05/la-conquista-di-gerusalemme/">crociate</a> alla <a href="https://www.gliappartamentidiema.it/2020/05/18/genova-e-la-pirateria-nel-mediterraneo/">pirateria nel mediterraneo.</a></p>
<p>Quale città italiana la Repubblica di Genova ha un orientamento cattolico.</p>
<p>Proprio alla luce di questa caratteristica la <em>Superba</em> muove i suoi primi passi alla ricerca di alleanze per sostenere le sue battaglie.</p>
<h4>L&#8217;assedio di Tortosa</h4>
<p>Dopo vari scontri e risultati alternati tra vittorie e sconfitte, nel maggio del <strong>1147</strong> la flotta genovese, composta da navi e galee, parte dal porto di <strong>Genova</strong> rivolta verso la Spagna meridionale. Il territorio spagnolo era  controllato dal popolo musulmano. Le motivazioni si intrecciano tra l&#8217;affermazione dell&#8217;identità della città, un interesse di tipo economico e la conquista militare di territori nuovi.</p>
<p>Con il supporto di <strong>Alfonso VII di Castiglia</strong>, Genova ottenne una grande una <strong>vittoria sulla città di Armenia</strong>, luogo strategicamente importantissimo. Le imprese di questa campagna vengono raccontate da Caffaro di Rustico da Caschifellone, che fu storico e console della Repubblica di Genova, oltre che marinaio e diplomatico, nato in Val Polcevera.</p>
<p>Da qui la flotta genovese si mosse alla volta <strong>di Tortosa</strong>, forte dell&#8217;appoggio delle alleanze costruite durante l&#8217;anno precedente. La capitolazione del territorio spagnolo arrivò solo dopo un lunghissimo assedio, segnando la vittoria genovese, ma al tempo stesso lasciando un grosso segno nella storia della giovane Repubblica.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-2484 aligncenter" src="https://www.gliappartamentidiema.it/wp-content/uploads/2021/11/img-20170504-115206-largejpg-1-300x150.jpg" alt="" width="300" height="150" /></p>
<h4>La capitolazione della città spagnola</h4>
<p>Il 30 Dicembre del 1148, ad un passo dal nuovo anno, Genova segnò la sua vittoria ottenendo un terzo del territorio del centro urbano di Tortosa e una piccola isola vicina alla foce dell&#8217;Ebro.</p>
<p>Dal punto di vista strategico militare questa conquista fu estremamente importante e diede grande lustro alla città. Tuttavia la forza commerciale di Genova si impose sul Mediterraneo anche grazie ad una politica di più ampio raggio che unisce momenti bellici a patti e trattati ottenuti con la diplomazia.</p>
<p>Purtroppo, nonostante la vittoria conquistata, i costi della guerra furono immensi per la Repubblica di Genova. Ne derivarono segni profondi, al punto da dare il via ad un periodo di forte difficoltà economica dovuta ai debiti contratti.</p>
<h4>Lo spirito cristiano</h4>
<p>Come abbiamo accennato all&#8217;inizio di questo articolo, il contesto internazionale vide in quel periodo una forte contrapposizione tra la fede musulmana e quella cristiana. Genova ha saputo sfruttare questi conflitti nelle sue strategie militari e ottenerne grande vantaggio. Tuttavia, i fini religiosi delle mosse genovesi sono sempre stati fortemente messi in secondo piano rispetto alle motivazioni economiche e politiche.</p>
<p>Tanto è vero che nonostante le parole di Caffaro nei suoi annali di racconto di questa impresa abbiano alcuni riferimenti antimusulmani, la realtà è che le battaglie si accompagnarono sempre a patti commerciali ed economici, oltre che trattati militari e nondimeno frequentazioni di buoni rapporti con il mondo musulmano.</p>
<p>Molto più forte e sentito per Genova era il contrasto con <a href="https://www.gliappartamentidiema.it/2021/05/31/la-prima-guerra-tra-genova-e-pisa/">Pisa</a>, altra Repubblica marinara ed acerrima rivale.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-2485 aligncenter" src="https://www.gliappartamentidiema.it/wp-content/uploads/2021/11/croce_pisa.png" alt="" width="272" height="181" /></p>
<p>&nbsp;</p>
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<p>&nbsp;</p>
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		<title>Le colonie genovesi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Emanuele]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Nov 2021 08:30:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia di Genova]]></category>
		<category><![CDATA[Colonie genovesi]]></category>
		<category><![CDATA[Rotte mercantili]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non è un segreto che fossero le rotte mercantili a dare a Genova il lustro e il riconoscimento di cui ha goduto per molti anni. Proprio per questo la politica estera della città è sempre stata attenta a garantire il mantenimento delle basi commerciali nei centri di scambio nazionali e internazionali. Le colonie genovesi non [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Non è un segreto che fossero le rotte mercantili a dare a Genova il lustro e il riconoscimento di cui ha goduto per molti anni. Proprio per questo la <strong>politica estera</strong> della città è sempre stata attenta a garantire il mantenimento delle basi commerciali nei centri di scambio nazionali e internazionali.</p>
<p>Le <em>colonie genovesi</em> non sono un&#8217;eccezione a questa politica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h5><em><strong>I ponti strategici  e Costantinopoli</strong></em></h5>
<p>Già nel XII secolo si potevano incontrare delle piccole comunità genovesi nei territori della <strong>Siria e della Palestina</strong>. Il supporto navale offerto alle truppe crociate e che hanno attraversato questi paesi si sono rivelate preziose per ottenere concessioni di tipo doganale e giurisdizionale e dare vita alle colonie genovesi.</p>
<p>La strategia principale della <strong>politica coloniale genovese</strong> si fondava sul costruire rapporti e ponti commerciali con i principali punti strategici del commercio navale. Grazie a questa strategia iniziò l&#8217;espansione coloniale nei porti e nei quartieri commerciali più importanti del <strong>Mediterraneo</strong>, costruite con un sapiente utilizzo della diplomazia e dei rapporti politici più che delle forze armate.</p>
<p>E&#8217; in questa occasione che si aprono le porte dei rapporti con <strong>Costantinopoli</strong>, che nel 1162 concesse ufficialmente privilegi economici e l&#8217;insediamento di 300 genovesi nel quartiere di S. Croce. Tuttavia è solo nel 1261 che verrà stipulato il<strong> trattato di Nicea</strong> con il quale i Genovesi si insediano definitivamente nel <strong>Mar Nero.</strong></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-2454" src="https://www.gliappartamentidiema.it/wp-content/uploads/2021/11/Muradicostantinopoli.jpg" alt="" width="220" height="293" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h5><em><strong>La colonia di Odessa</strong></em></h5>
<p>La fondazione della città di <strong>Odessa nel 1794</strong> sotto la guida del napoletano <em>Giuseppe De Ribas</em> (di origine spagnola) fece sì che il flusso di italiani verso le colonie genovesi crebbe in modo esponenziale.</p>
<p>Questa colonia prese particolare importanza per la capacita della popolazione italiana (circa il 10% della popolazione totale) di essere <strong>partecipe della vita e delle decisioni politiche</strong>. Sono stati ritrovati infatti numerosi documenti commerciali e governativi redatti in <strong>lingua italiana</strong>, che cominciò a diffondersi anche nel linguaggio comune.</p>
<p>La convivenza tra i popoli prese una piega positiva e a cavallo tra i 1700 e il 1800 nacquero le prime società commerciali di proprietà italiana.</p>
<p>La diffusione della lingua italiana si rivelò molto utile per la scrittura di testi scolastici che la colonia diffuse a supporto della popolazione Russa e Ucraina. Purtroppo però con la rivoluzione Russa del 1917 molti degli italiani rimasti a Odessa partirono per tornare nella loro patria di Origine.</p>
<p>Le poche decine di italiani rimasti si confusero e mischiarono con la popolazione russa per restare nascosti. Con il tempo le connotazioni originarie si persero definitivamente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h5><em><strong>Caffa simbolo della Crimea</strong></em></h5>
<p>La colonizzazione della <strong>Crimea</strong> è un caso a parte rispetto alla politica di colonizzazione commerciale.</p>
<p>Il potere del principato di Teodoro era ormai troppo forte per essere contrastato direttamente. Per questo il popolo genovese si insediò nelle città confinanti con il suo territorio. Tra queste rimarrà famosa la colonia di <strong>Caffa</strong>, che rimase uno dei principali punti di contatto con il <em>popolo Mongolo</em>.</p>
<p>Queste colonie arricchirono a lungo il<strong> commercio genovese</strong> con prodotti unici ed estremamente <em>pregiati</em>.</p>
<p>Nel <strong>1298</strong> l&#8217;emiro Nogoi devastò la colonia di Caffa, costringendo i genovesi ad abbandonare il territorio dal 1307 al 1312, quando riuscirono a ricostruire i rapporti con il khan Özbek, che autorizzò i liguri a ricostruire la città fondando un nuovo insediamento.</p>
<p>La pace a Caffa durò per un periodo breve, poiché tra il 1343 e il 1344 ci fu un nuovo assedio da parte dei mongoli, che si concluse con la firma del trattato di pace con il khan Toqtamish. Questo trattato stabiliva un rapporto amichevoli tra i due popoli.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-2456" src="https://www.gliappartamentidiema.it/wp-content/uploads/2021/11/CAffagenova-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h5><em><strong>La fine del colonialismo genovese</strong></em></h5>
<p>La fine del periodo coloniale fu sancita dall&#8217;arrivo dell&#8217;Impero Ottomano.</p>
<p>Una potenza crescente che stravolse i rapporti politici e culturali di territori vastissimi si abbatté anche sulle colonie genovesi, proprio nel momento in cui esse iniziavano a veder vacillare il loro potere. Genova fu costretta a ritirarsi sancendo la fine del periodo dei grandi commerci.</p>
<p>Tuttavia la flotta genovese rimase una potenza che contribuì ad altre numerose imprese nel corso dei secoli, guidata da molti grandi capitani. A noi genovesi piace ricordare particolarmente <em>Andrea Doria</em> e <em>Cristoforo Colombo.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<h5><em><strong>Curiosità</strong></em></h5>
<p>&nbsp;</p>
<h6><em><strong>Gli architetti di Odessa</strong></em></h6>
<p>Una delle categorie commerciali più apprezzate nella colonia di Odessa furono quelle legate all&#8217;architettura. Per questo ancora oggi i cognomi italiani sono spesso associati a studi o attività di Architetti</p>
<h6><em><strong>Il trattato di Caffa</strong></em></h6>
<p>Il trattato di Caffa con il khan Toqtamish fu redatto in una lingua molto vicina al dialetto genovese attuale, che è rimasto quasi intatto nel tempo.</p>
<blockquote><p><em>“tutti li mercanti chi van e végnen in sce lo terren de lo Imperao seran seguri, e a quelli usanse neuve no se farà” (tutti i mercanti che vanno e vengono nei territori dell’Impero saranno al sicuro, e quelli non assumeranno usanze nuove) e che “a lo sò amigo amixi seran, de lo sò inimigo inimixi seran” (del loro amico amici saranno, del loro nemico nemici saranno).</em></p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Con la speranza di averti regalato una lettura piacevole, ti invito a seguire il mio blog! 🙂</p>
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<p>&nbsp;</p>
<p><em>tratto da &#8220;Il Caffaro, portale culturale e turistico per Genova e la Liguria&#8221;  </em></p>
<p>&nbsp;</p>
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