Sembra assurdo, ma dovete sapere che a Genova, un tempo, esisteva un ente che regolamentava la condotta dei cittadini, sanzionando tutti i comportamenti che recavano danno al buon costume. Si tratta dell’Ufficio delle Virtù.

Quando si parla di condotta impropria e di buon costume, a Genova, viene naturale pensare al centro storico, dove prostituzione e promiscuità la fanno da padroni.

Ai quei tempi, nell’intenzione del legislatore, c’era la volontà di controllare e punire i cittadini che manifestavano un comportamento non proprio esemplare.

L’ufficio delle virtù

L’ufficio fu costituito ufficialmente il 29 settembre del 1466.

Si trattava di un organo giuridico composto da 4 cittadini rinomati, che avevano il compito di vigilare e punire i cittadini che violavano il buon costume.

Il buon costume

Con il termine “buon costume” si intendono una serie di principi che racchiudono i comportamenti socialmente accettati in una comunità.

Si tratta di valori come onestà, pudore e onore, delle virtù presenti all’interno di una società, che mutano nel corso del tempo e della storia.

Ai giorni nostri questi principi vengono dettati da istituzioni come chiesa, scuola e famiglia, anche se purtroppo i mass media stanno prendendo il loro posto, con l’insegnamento di virtù piuttosto discutibili.

Nella Genova del passato erano le Sacre Scritture, i membri del clero e i filosofi a stabilire quello che era socialmente accettato.

Da qui possiamo dedurre che vizi come prostituzione e gioco d’azzardo non erano ben visti.

Le pene

Le pene previste per le violazioni del buon costume erano di ogni tipo, dalle più lievi alle più severe, sino ad arrivare all’esecuzione.

Il successo del provvedimento

Secondo voi, l’istituzione dell’ufficio ebbe successo?

Ovviamente no. Gli uomini sono sempre stati esseri “viziosi” e “la virtù non si comanda per legge“.

Fu così che leggi sul buon costume non furono mai applicate e l’ufficio delle virtù entrò presto nel dimenticatoio. Fino ad oggi almeno 😉

Curiosità
La ricostituzione dell’ufficio

Un documento del 20 settembre del 1482, attesta la ricostituzione dell’ufficio, presenziato da  Lodisio Centurione, Giovanni Bigna, Pietro di Persio e Giovanni Francesco Fieschi.

Il giuramento

Durante il dogato di Battista Fregoso (1478-1483), fu introdotto il giuramento che i membri dell’ufficio dovevano recitare.

Questa era parte della formula:

“Se voi saverei…che in le conestagie sean zovegni discoli a mal acostumè. o altre persone le quali fessen mangiaressi o oltre cose excessive e dezoneste, voi le manifesterei a lo spectabile messer lo Vicario Duca e a lo Officio deputao”.

 

Vico delle virtù

Anche uno dei Vicoii di Genova è stato intitolato alle virtù. Se si osserva il degrado della strada fa sorridere, eppure è probabile che un tempo l’Ufficio delle Virtù si trovasse da quelle parti.

 

Spero che l’articolo ti sia piaciuto 🙂

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tratto da “i genovesi” di Valenti Editore