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	<title>repubblica di genova Archivi - Gli appartamenti di Ema</title>
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	<description>Pernottamenti a Genova</description>
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	<title>repubblica di genova Archivi - Gli appartamenti di Ema</title>
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		<title>L&#8217;annessione di Genova al Regno di Sardegna</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Emanuele]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 May 2021 06:34:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia di Genova]]></category>
		<category><![CDATA[Congresso di Vienna]]></category>
		<category><![CDATA[genova]]></category>
		<category><![CDATA[L'annessione di Genova al Regno di Sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[Regno di Sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[repubblica di genova]]></category>
		<category><![CDATA[Savoia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Oggi parliamo di uno dei punti oscuri della storia della nostra città: l&#8217;annessione di Genova al Regno di Sardegna, anzi, l'&#8221;odiata&#8221; annessione al Regno di Sardegna. Si, perché quell&#8217;episodio fu tutto tranne che un passaggio sereno per Genova. La Superba, infatti, passò sotto l&#8217;effige del regno sabaudo nel 1814, su decisione presa dal congresso di [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi parliamo di uno dei punti oscuri della storia della nostra città: l&#8217;<strong>annessione di Genova al Regno di Sardegna</strong>, anzi, l'&#8221;odiata&#8221; annessione al Regno di Sardegna.</p>
<p>Si, perché quell&#8217;episodio fu tutto tranne che un passaggio sereno per Genova.</p>
<p>La Superba, infatti, passò sotto l&#8217;effige del regno sabaudo nel 1814, su decisione presa dal congresso di Vienna.</p>
<p>Quello che non torna è che, il congresso fu istituto per ripristinare lo status quo, dopo gli stravolgimenti generati dalla Rivoluzione Francese e dalle guerre Napoleoniche.</p>
<p>Il principio di legittimità, che prevedeva di ripristinare i governi deposti da Napoleone, non venne applicato nei confronti di Genova.</p>
<p>Questa &#8220;eccezione&#8221; rese, per molti, ingiusto e amaro il sodalizio con i Savoia.</p>
<p><em>Ora cerchiamo di ricostruire a vicenda riportando alla luce gli episodi chiave&#8230;</em></p>
<h5></h5>
<h5><em><strong>La fine della Repubblica di Genova</strong></em></h5>
<p>&nbsp;</p>
<p>La vita della Repubblica di Genova terminò nel maggio del 1797.</p>
<p>Napoleone Bonaparte mise fine all&#8217;ultimo governo della Superba presieduto dal Doge <strong>Giacomo Maria Brignole</strong>.</p>
<p>i francesi istituirono la <strong>Repubblica Ligure</strong>, uno stato fantoccio, filo napoleonico.</p>
<h5></h5>
<h5><em><strong>La liberazione dai francesi e l&#8217;effimera rinascita della Repubblica di Genova</strong></em></h5>
<p align="LEFT">L&#8217;armata britannica comandata dal generale <strong>William Bentinck</strong> (<em>nell&#8217;immagine qui sotto</em>) giunge a Genova il 14 aprile del 1814.</p>
<p align="LEFT"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-2137 aligncenter" src="https://www.gliappartamentidiema.it/wp-content/uploads/2021/05/Lannessione-di-Genova-al-Regno-di-Sardegna-1-226x300.png" alt="L'annessione di Genova al Regno di Sardegna" width="226" height="300" /></p>
<p align="LEFT">La città, ancora in mano alle forze filo francesi, si ribella, e tre giorni dopo, il 17 aprile, passa sotto il controllo delle forze di sua maestà.</p>
<p align="LEFT">Scacciati i francesi, il 26 aprile del 1814, Bentinck, dopo aver constatato la contrarietà dei genovesi all&#8217;annessione al Regno di Sardegna, proclama la restituzione della sovranità alla Repubblica di Genova, incaricando una commissione presieduta da Gerolamo Serra di formare un governo provvisorio.</p>
<p align="LEFT"><em>Sembra una storia a lieto fine, ma l&#8217;imprevisto è dietro l&#8217;angolo&#8230;</em></p>
<p align="LEFT">Il governo provvisorio della Repubblica di Genova non dura molto.</p>
<p align="LEFT">Le potenze europee, hanno piani diversi per la nostra città.</p>
<p align="LEFT">Pochi giorni dopo la rinascita della Repubblica di Genova, nel maggio del 1814, a Parigi veniva segretamente decretata l&#8217;annessione al Regno di Sardegna.</p>
<p align="LEFT">Il primo novembre del 1814, si riunisce il congresso di Vienna (<em>nell&#8217;immagine qui sotto</em>), presieduto dagli ambasciatori delle otto potenze europee.</p>
<p align="LEFT"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-2138 aligncenter" src="https://www.gliappartamentidiema.it/wp-content/uploads/2021/05/Lannessione-di-Genova-al-Regno-di-Sardegna-2-300x223.png" alt="L'annessione di Genova al Regno di Sardegna" width="300" height="223" /></p>
<p align="LEFT">La decisone di annessione al Regno di Sardegna viene decretata il 10 dicembre e il dispaccio arriva a Genova il 25 dicembre.</p>
<h5 align="LEFT"></h5>
<h5 align="LEFT"><em><strong>Le motivazioni dell&#8217;annessione</strong></em></h5>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Per quale motivo il Congresso di Vienna disattese il principio di legittimità non riconoscendo l&#8217;indipendenza di Genova?</em></p>
<p>Le cause furono molteplici:</p>
<h6><em><strong>Uno stato troppo debole</strong></em></h6>
<p>Il ministro degli esteri inglesi, <b>Lord Castlereagh</b>, riteneva la Repubblica di Genova, uno stato troppo debole per restare indipendente.</p>
<h6><em><strong>La repubblica non era ben vista</strong></em></h6>
<p>Le potenze Europee non vedevano di buon occhio la forma di governo Repubblicana.</p>
<p>Agostino Pareto, che in quel travagliato periodo aveva cercato di far valere le ragioni dell&#8217;indipendenza di Genova, non era riuscito a trovare alleati che perorassero la sua causa.</p>
<p>L&#8217;Imperatore d&#8217;Austria, Francesco II D&#8217;Asburgo Lorena, interpellato da Pareto, aveva risposto &#8220;picche&#8221;, sostenendo che &#8220;le repubbliche non erano più di moda&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h5><em><strong>Curiosità </strong></em></h5>
<h6></h6>
<h6><em><strong>L&#8217;ultimo Doge</strong></em></h6>
<p>Giacomo <strong>Maria Brignole</strong> fu l&#8217;<strong>ultimo Doge della Repubblica</strong> e fu anche l<strong>&#8216;unico ad essere eletto due volte</strong>, tra il 1779 e il 1781 e tra il 1795 e il 1797.</p>
<h6><strong><em>Ordini disattesi</em></strong></h6>
<p>Sembra che il <strong>generale Bentinck</strong> nel proclamare la sovranità della repubblica di Genova e ripristinare le leggi in vigore nel 1797, <strong>avesse contravvenuto ad un&#8217;ordine del ministro inglese della guerra, Lord Bathurst</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Confesso di aver incontrato parecchie difficoltà nello scrivere questo articolo.</p>
<p>Si tratta di un argomento vastissimo, contornato da numerosi aspetti e curiosità. Servirebbe un libro altro che un post di poche righe!</p>
<p>Resta l&#8217;amaro in bocca nel ripercorrere la storia che ha portato alla fine della nostra Repubblica.</p>
<p>Se il congresso di Vienna avesse rispettato i principi ispiratori, forse, la storia sarebbe andata in modo diverso e forse non avremo mai raggiunto l&#8217;unità d&#8217;Italia.</p>
<p>Chissà&#8230;a quest&#8217;ora potevamo essere uno stato indipendente, sotto <a href="https://www.gliappartamentidiema.it/2020/06/14/quando-genova-affitto-la-bandiera-agli-inglesi/">la bandiera di San Giorgio</a>, effige della Repubblica di Genova.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Le elezioni del Doge a Genova</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Emanuele]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Jan 2021 21:36:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Racconti e leggende]]></category>
		<category><![CDATA[Adrea Doria]]></category>
		<category><![CDATA[Doge]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni del Doge]]></category>
		<category><![CDATA[Guglielmo Embriaco]]></category>
		<category><![CDATA[racconti e leggende]]></category>
		<category><![CDATA[repubblica di genova]]></category>
		<category><![CDATA[Simone Boccanegra]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di Genova]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Buon lunedì! Torniamo a parlare di storia 🙂 Voglio dedicare questo topic alla nomina della massima carica istituzionale della Repubblica di Genova: il Doge. L&#8217;istituzione del supremo magistrato risale al 1339, con l&#8217;elezione di Simone Boccanegra per ovazione popolare. Si tratta di un momento storico per la Superba. La riforma da inizio all&#8217;era della &#8220;Quarta [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Buon lunedì!</p>
<p>Torniamo a parlare di storia 🙂</p>
<p>Voglio dedicare questo <em>topic</em> alla nomina della massima carica istituzionale della Repubblica di Genova: il <strong>Doge</strong>.</p>
<p><em>L&#8217;istituzione del supremo magistrato risale al </em><strong>1339</strong><em>, con l&#8217;elezione di </em><strong>Simone Boccanegra</strong><em> per ovazione popolare.</em></p>
<p>Si tratta di un momento storico per la <em>Superba</em>. La riforma da inizio all&#8217;era della &#8220;<strong>Quarta Repubblica&#8221;</strong> e dei &#8220;<strong>Dogi Perpetui&#8221;.</strong></p>
<h5><em><strong>L&#8217;elezione del Doge</strong></em></h5>
<p>Il doge era designato da un&#8217;assemblea composta dai massimi dignitari della Repubblica.</p>
<p>In occasione della cerimonia di nomina, l&#8217;eletto che <strong>vestiva un abito porpora, veniva accompagnato a Palazzo Ducale per il giuramento</strong> nella sala del trono.</p>
<p>Prima di sedere sullo scranno doveva <strong>inginocchiarsi e pronunciare l&#8217;intenzione solenne, posando la mano destra sul Vangelo</strong>.</p>
<p>Terminato il voto aveva inizio il &#8220;<em>rituale delle congratulazioni</em>&#8221; con gli ossequi di senatori, nobili e diplomatici.</p>
<p>I festeggiamenti duravano giorni e l&#8217;elezione si concludeva con un banchetto indetto dal Doge stesso.</p>
<p><em>Ma non era finita&#8230;</em></p>
<h5><em><strong>La processione</strong></em></h5>
<p>Per omaggiare la nuova carica della Repubblica veniva organizzata una <strong>grande processione verso la <a href="https://www.gliappartamentidiema.it/?s=san++lorenzo">Cattedrale di San Lorenzo</a></strong>.</p>
<p>Qui paggi, guardie svizzere e membri dei serenissimi collegi sfilavano portando i simboli del potere: <strong>il manto di velluto, la stola di ermellino, la spada, lo scettro e la corona</strong>.</p>
<p>All&#8217;interno della Cattedrale l&#8217;Arcivescovo conferiva la <strong>benedizione all&#8217;eletto</strong>.</p>
<p>Dopo la messa, il <strong>corteo faceva ritorno a palazzo, dove il nuovo Doge ripeteva il giuramento</strong>. Al termine del rituale poteva ricevere gli emblemi del potere, indossare la corona e stringere lo scettro.</p>
<p>Terminata la cerimonia, partiva un altro ciclo di congratulazioni scandito dal suono delle campane della torre Ducale e dal frastuono dei cannoni della città.</p>
<p><em>Habemus Dux! (o dûxe in genovese&#8230;)</em></p>
<h5 class="western"><em><strong>Da un grande potere deriva&#8230; una grande reclusione&#8230;</strong></em></h5>
<p>Inizialmente l&#8217;autorità del Doge era ampia, al contrario della sua libertà personale, più simile a quella di un carcerato.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-1725 aligncenter" src="https://www.gliappartamentidiema.it/wp-content/uploads/2021/01/Le-Elezioni-del-Doge-a-Genova-gli-appartamenti-di-Ema-5-300x129.png" alt="" width="300" height="129" /></p>
<p><strong>Il magistrato supremo poteva uscire da Palazzo solo in cinque occasioni durante l&#8217;anno e in date prestabilite</strong>. <em>Una vera e propria condanna!</em></p>
<p>Per le sortite al di fuori delle date stabilite dal protocollo occorreva l&#8217;approvazione del senato!</p>
<p><em>E noi che ci lamentiamo delle restrizioni per il lockdown&#8230;</em></p>
<h5><em><strong>Curiosità</strong></em></h5>
<p><em><strong>I natali del Doge. </strong></em>Inizialmente<em> </em>il Doge doveva provenire da una famiglia popolare, ma dopo la riforma del 1528 veniva eletto tra i patrizi.</p>
<p><em><strong>Il Mandato biennale</strong></em>. La riforma del 1528, voluta da Andrea Doria, sostituisce il mandato a vita con uno biennale.</p>
<p><em><strong>L&#8217;immagine di Simone Boccanegra. </strong></em>Simone Boccanegra fu il primo doge eletto a Genova. La sua immagine è dipinta sulla facciata di Palazzo San Giorgio accanto a <a href="https://www.gliappartamentidiema.it/2020/04/20/la-leggenda-del-sacro-catino/"><strong>Guglielmo</strong> &#8220;testa di maglio&#8221; <strong>Embriaco</strong></a>.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-1722 aligncenter" src="https://www.gliappartamentidiema.it/wp-content/uploads/2021/01/Le-Elezioni-del-Doge-a-Genova-gli-appartamenti-di-Ema-2-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></p>
<p><em><strong>L&#8217;era perpetua</strong></em>.  Non furono molti i doge che trascorsero l&#8217;intera vita a palazzo. Molti furono deposti pochi mesi dopo l&#8217;elezione, altri il giorno stesso!</p>
<p class="western"><em><strong>Elezione come lotteria</strong>. </em>L&#8217;elezione del Doge variò molteplici volte nel corso degli anni, passando dalle votazioni ai sorteggi. Nel 1576 venne adottato un sistema basato sul doppio sorteggio.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-1723 aligncenter" src="https://www.gliappartamentidiema.it/wp-content/uploads/2021/01/Le-Elezioni-del-Doge-a-Genova-gli-appartamenti-di-Ema-4-240x300.png" alt="" width="240" height="300" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ai candidati era assegnato un numero e il &#8220;fortunato&#8221; estratto diveniva capo dello stato. I genovesi, che ai tempi erano grandi scommettitori, iniziarono a puntare denaro sulla designazione del doge, gettando le basi per <strong>il gioco del Lotto</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Diventare Doge significava mettere la propria vita al servizio della Repubblica. Si trattava di un incarico totalizzante, all&#8217;insegna dell&#8217;austerità, dove la libertà personale veniva sacrificata in nome di un bene più grande. Una condotta che doveva essere mantenuta anche al temine del mandato.</p>
<p>Eppure nonostante l&#8217;impegno e la devozione richiesti dalla carica, molti ambivano a questo ruolo. Forse per vedere le guardie e i sacerdoti togliere il copricapo in segno di reverenza o probabilmente per poter stringere in mano lo scettro del potere e guardare la <em>Superba</em> dal punto più alto.</p>
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<p>Ci ri leggiamo lunedì!</p>
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			</item>
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		<title>L&#8217;assedio al Castello dei Fieschi</title>
		<link>https://www.gliappartamentidiema.it/2020/11/02/lassedio-al-castello-dei-fieschi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Emanuele]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Nov 2020 09:06:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Racconti e leggende]]></category>
		<category><![CDATA[Castello Fieschi]]></category>
		<category><![CDATA[genova]]></category>
		<category><![CDATA[Gerolamo Fieschi]]></category>
		<category><![CDATA[la congiura dei fieschi]]></category>
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		<category><![CDATA[Racconti]]></category>
		<category><![CDATA[repubblica di genova]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di Genova]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Buon lunedì! Due settimane fa, ho raccontato la storia della congiura dei Fieschi, una delle famiglie più potenti di Genova. Se hai letto l&#8217;articolo o conosci la storia, saprai che dopo il fallimento della congiura e la morte dell&#8217;ideatore Gianluigi Fieschi, il fratello, Gerolamo Fieschi si era rifugiato nel castello di famiglia a Montoggio. Devi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.gliappartamentidiema.it/2020/11/02/lassedio-al-castello-dei-fieschi/">L&#8217;assedio al Castello dei Fieschi</a> proviene da <a href="https://www.gliappartamentidiema.it">Gli appartamenti di Ema</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Buon lunedì!</p>
<p>Due settimane fa, ho raccontato la storia della <a href="https://www.gliappartamentidiema.it/2020/10/19/la-congiura-dei-fieschi/"><em>congiura dei Fieschi</em></a>, una delle famiglie più potenti di Genova.</p>
<p>Se hai letto l&#8217;articolo o conosci la storia, saprai che dopo il fallimento della congiura e la morte dell&#8217;ideatore <strong>Gianluigi Fieschi</strong>, il fratello, <strong>Gerolamo Fieschi</strong> si era rifugiato nel castello di famiglia a <strong>Montoggio</strong>.</p>
<p><em>Devi sapere che domenica scorsa, nonostante il maltempo, sono andato in &#8220;gita&#8221; proprio a Montoggio a vedere le rovine del bastione&#8230;</em></p>
<p><em>Una bella passeggiata e soprattutto un&#8217;esperienza che consiglio agli appassionati di storia e natura.</em></p>
<p><em>Ecco qualche scatto del rudere:</em></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-1397 alignleft" src="https://www.gliappartamentidiema.it/wp-content/uploads/2020/10/Gli-appartamenti-di-ema-assedio-al-castello-dei-Fieschi-4-225x300.jpeg" alt="" width="225" height="300" /><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-1402 alignleft" src="https://www.gliappartamentidiema.it/wp-content/uploads/2020/10/Gli-appartamenti-di-ema-assedio-al-castello-dei-Fieschi-15-225x300.jpeg" alt="" width="225" height="300" /><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-1401 alignleft" src="https://www.gliappartamentidiema.it/wp-content/uploads/2020/10/Gli-appartamenti-di-ema-assedio-al-castello-dei-Fieschi-14-225x300.jpeg" alt="" width="225" height="300" /><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-1399 aligncenter" src="https://www.gliappartamentidiema.it/wp-content/uploads/2020/10/Gli-appartamenti-di-ema-assedio-al-castello-dei-Fieschi-6-225x300.jpeg" alt="" width="225" height="300" /></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-1403 aligncenter" src="https://www.gliappartamentidiema.it/wp-content/uploads/2020/10/Gli-appartamenti-di-ema-assedio-al-castello-dei-Fieschi-16-300x225.jpeg" alt="" width="300" height="225" /></p>
<p><em>Ma torniamo al nostro racconto&#8230;</em></p>
<p>Dopo la revoca dell&#8217;indulto, la Repubblica di Genova propose a Gerolamo Fieschi la resa incondizionata e l&#8217;abbandono del castello in cambio di 50.000 scudi.</p>
<h5><em><strong>L&#8217;assedio</strong></em></h5>
<p>Il rifiuto di quest&#8217;ultimo scatenò le ire di Genova che l&#8217;11 marzo del 1547 dette inizio all&#8217;assedio di una delle fortificazioni più impenetrabili della regione.</p>
<p>L&#8217;architetto militare milanese Giovanni Maria Olgiati posizionò le artiglierie in località Costa Rotta e in seguito in località Olmeto.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-1395 alignleft" src="https://www.gliappartamentidiema.it/wp-content/uploads/2020/10/Gli-appartamenti-di-ema-assedio-al-castello-dei-Fieschi-A-300x170.jpeg" alt="" width="300" height="170" /><strong>L&#8217;assedio durò tre mesi</strong> e nonostante le oltre dodicimila palle di cannone sparate non furono provocati danni considerevoli.</p>
<p>A porre fine alle ostilità fu il tradimento di un manipolo di mercenari al soldo dei Fieschi.</p>
<p>l&#8217;11 Giugno, i militari, stanchi e demoralizzati dalla mancanza di paga, fecero entrare all&#8217;interno del maniero un gruppo di soldati genovesi che costrinsero Gerolamo Fieschi alla resa.</p>
<h5><em><strong>La fine dei Fieschi e la distruzione del castello</strong></em></h5>
<p>Gerolamo Fieschi e i suoi uomini furono processati e giustiziati presso la Cappella di San Rocco il 12 Luglio.</p>
<p>Nel settembre dello stesso anno, il senato, su pressione di <strong>Andrea Doria</strong>, decretò la <strong>distruzione del castello</strong>.</p>
<p>A causa delle spesse mura, <strong>occorsero più di due anni agli artificieri per compiere il lavoro</strong>.</p>
<p>La distruzione del castello e la morte di Gerolamo chiusero definitivamente il capitolo legato alla congiura e decretarono <strong>la fine di una delle più potenti famiglie della storia genovese </strong>(<em>nella foto lo stemma dei Fieschi</em>).</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-1391 aligncenter" src="https://www.gliappartamentidiema.it/wp-content/uploads/2020/10/Gli-appartamenti-di-ema-assedio-al-castello-dei-Fieschi-C-1-217x300.jpeg" alt="" width="217" height="300" /></p>
<h5><em><strong>Curiosità&#8230;</strong></em></h5>
<p><strong>Le prime notizie sul castello risalgono al 1157</strong>, quando Papa Adriano IV confermava al vescovo di Tortona i beni appartenenti alla chiesa, tra cui, appunto, il castello di Montoggio.</p>
<p>Quello che oggi si presenta come un rudere era in realtà una delle fortificazione più inespugnabili del genovesato:</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1396 alignleft" src="https://www.gliappartamentidiema.it/wp-content/uploads/2020/10/Gli-appartamenti-di-ema-assedio-al-castello-dei-Fieschi-B-300x159.jpeg" alt="" width="398" height="212" />La fortezza era stata costruita sull&#8217;altura che sovrasta Montoggio, si sviluppava da est ad ovest. Su tre lati era protetta da pendii molto scoscesi.</p>
<p>Tra il XV e il XVI secolo venne <strong>rimodernata per resistere alle armi da fuoco</strong>.</p>
<p>Nel 1546, Gian Luigi Fieschi ordinò un potenziamento delle mura il cui <strong>spessore fu portato a 15 piedi</strong> (circa 4,46 metri) e la costruzione di altri torrioni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L&#8217;accesso al castello era difeso da una fortificazione autonoma. All&#8217;interno del maniero si entrava nella <strong>piazza d&#8217;armi</strong>, uno spiazzo lungo 70 metri e largo 25, anch&#8217;esso fortificato.</p>
<p>A separare la piazza d&#8217;armi con la parte centrale del castello c&#8217;era un fossato.</p>
<p><strong>Il castello vero e proprio era composto da una struttura a pianta quadrata di 40 metri per lato</strong> difesa da quattro torrioni agli angoli.</p>
<p>Al di sopra della cittadella (la parte centrale) si ergeva <strong>un mastio che ospitava gli spazi residenziali</strong>.</p>
<p>Tra le rovine del costello furono ritrovate numerosi <em><strong>Azulejo</strong> (nella foto una ricostruzione)</em>, piastrelle di origine spagnola diffuse in Liguria a partire dal 400&#8242; ed utilizziate nelle residenze delle famiglie nobili genovesi.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-1393 aligncenter" src="https://www.gliappartamentidiema.it/wp-content/uploads/2020/10/Gli-appartamenti-di-ema-assedio-al-castello-dei-Fieschi-E-300x264.jpeg" alt="" width="300" height="264" /></p>
<p>Percorrere le rovine del castello è stato come fare un viaggio nella storia genovese.</p>
<p>Camminando tra i ruderi ho immaginato le scenario della battaglia per poi venire colto dalla malinconia per la distruzione di un tale capolavoro, vittima della cieca vendetta di Andra Doria&#8230;</p>
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<p>Ci rileggiamo lunedì!</p>
<p>Stay tuned!</p>
<h5><em><strong>Fonti</strong></em></h5>
<p><a href="https://istitutodistudisuicontidilavagna.weebly.com/#:~:text=conti%20di%20Lavagna.-,L'Istituto%20di%20Stud%C3%AE%20sui,di%20Lavagna%20(Statuto%2C%20Art.&amp;text=Opera%20al%20fine%20di%20tutelare,regionali%20e%20le%20istituzioni%20deputate.">Marina Cavana, Istituto di Studi sui Conti di Lavagna</a></p>
<p><a href="http://www.terredicastellifieschiespinola.it/comune/montoggio-castello.html#:~:text=L'11%20Marzo%20del%201547,cambio%20di%2050%20000%20scudi.">terredicastellifieschispinola.it</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.gliappartamentidiema.it/2020/11/02/lassedio-al-castello-dei-fieschi/">L&#8217;assedio al Castello dei Fieschi</a> proviene da <a href="https://www.gliappartamentidiema.it">Gli appartamenti di Ema</a>.</p>
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		<title>La congiura dei Fieschi</title>
		<link>https://www.gliappartamentidiema.it/2020/10/19/la-congiura-dei-fieschi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Emanuele]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Oct 2020 07:06:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Racconti e leggende]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Doria]]></category>
		<category><![CDATA[Gianluigi Fieschi]]></category>
		<category><![CDATA[la congiura dei fieschi]]></category>
		<category><![CDATA[Racconti]]></category>
		<category><![CDATA[racconti e leggende]]></category>
		<category><![CDATA[repubblica di genova]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di Genova]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Buon lunedì! Oggi torniamo alla rubrica dedicata alle &#8220;storie e leggende&#8221; genovesi. Due settimane fa avevo parlato di congiure nell&#8217;articolo sulla colonna infame dedicata a Giulio Cesare Vachero ,colpevole di aver cospirato contro Genova per conto dei Savoia. Questa volta il thread sarà sempre incentrato sulla congiura, ma si tratterà di una guerra fratricida che [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.gliappartamentidiema.it/2020/10/19/la-congiura-dei-fieschi/">La congiura dei Fieschi</a> proviene da <a href="https://www.gliappartamentidiema.it">Gli appartamenti di Ema</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Buon lunedì!</p>
<p>Oggi torniamo alla rubrica dedicata alle &#8220;<em>storie e leggende</em>&#8221; genovesi.</p>
<p>Due settimane fa avevo parlato di congiure nell&#8217;articolo sulla <a href="https://www.gliappartamentidiema.it/2020/10/05/la-colonna-infame-di-vachero/">colonna infame dedicata a Giulio Cesare Vachero </a>,colpevole di aver cospirato contro Genova per conto dei Savoia.</p>
<p>Questa volta il <em>thread</em> sarà sempre incentrato sulla congiura, ma si tratterà di una guerra fratricida che vedrà nella parte dei cospiratori una delle famiglie più importanti di Genova: i <strong>Fieschi</strong>.</p>
<p>Questa è la storia della &#8220;<em><strong>congiura dei Fieschi</strong></em>&#8220;.</p>
<p>Il racconto ripercorre il tentativo da parte di <strong>Giovanni Luigi Fieschi</strong>, conosciuto come Gianluigi, di assassinare l&#8217;ammiraglio <strong>Andrea Doria </strong>(<em>nel ritratto</em>).</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-1350 aligncenter" src="https://www.gliappartamentidiema.it/wp-content/uploads/2020/10/La-congiura-dei-Fieschi-gli-appartamenti-di-Ema-4-206x300.jpg" alt="" width="206" height="300" /></p>
<p>In passato, ho citato quest&#8217;ultimo diverse volte, negli articoli legati alla <a href="https://www.gliappartamentidiema.it/2020/05/18/genova-e-la-pirateria-nel-mediterraneo/">pirateria</a>, al <a href="https://www.gliappartamentidiema.it/2020/07/27/la-storia-del-mugugno-genovese/">mugugno</a>, alla <a href="https://www.gliappartamentidiema.it/2020/06/29/la-lanterna-di-genova-storia-origini-e-curiosita/">lanterna</a> e al <a href="https://www.gliappartamentidiema.it/2020/03/23/il-cappio-dorato/">cappio dorato di San Matteo</a>.</p>
<p>Si tratta di uno dei personaggio di spicco della storia di Genova e la sua famiglia una delle più importanti.</p>
<p><em>Ma torniamo alla nostra congiura&#8230;</em></p>
<h5><em><strong>Il contesto storico</strong></em></h5>
<p>Cerchiamo di contestualizzare il periodo&#8230;siamo nel il <strong>1546</strong>.</p>
<p>La Repubblica di Genova, dopo il dominio francese, ha riacquistato la propria indipendenza ed è alleata con la Spagna.</p>
<p>Il sodalizio con Carlo V d&#8217;Asburgo, era sostenuto con i prestiti che la repubblica conferiva all&#8217;imperatore, denaro sovvenzionato in gran parte da <strong>Sinibaldo Fieschi</strong>, padre di Gianluigi e amico di Andrea Doria.</p>
<p>Gli aiuti economici dei Fieschi non facevano che aumentare l&#8217;influenza dei Doria, ormai nelle grazie dell&#8217;imperatore, senza portare un reale vantaggio alla famiglia di Via Lata.</p>
<p>Alla morte di Sinibaldo, i Fieschi versavano in difficoltà economiche, tanto da dover lasciare Genova, per trasferirsi a Montoggio.</p>
<p>Gianluigi, una volta maggiorenne, tornò in città per rivendicare i suoi diritti e per riportare la sua famiglia ai fasti del passato.</p>
<p>Il nobile si face portavoce di un movimento contrario alla politica &#8220;filo spagnola&#8221; perseguita dai Doria e alleati.</p>
<p>Inizia a profilarsi uno scontro generazionale tra la vecchia nobiltà genovese, ancorata ai legami commerciali con la Spagna ed una nuova nobiltà, che puntava ad una maggiore neutralità, strizzando l&#8217;occhio alla Francia.</p>
<h5><em><strong>La congiura</strong></em></h5>
<p>Gianluigi radunò a sé nobili e oppositori dei Doria. Oltre ai fratelli <strong>Cornelio</strong>, <strong>Gerolamo</strong> e <strong>Ottobuono Fieschi</strong>, trovò appoggio nella famiglia <strong>Farnese</strong> di Piacenza, nella Francia, acerrima rivale della Spagna e in <strong>Gian Battista Verrina</strong>, l&#8217;unico popolano presente alla congiura, mosso dall&#8217;odio per i Doria.</p>
<p>Il nobile ordì, un piano maniacale.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-1353 aligncenter" src="https://www.gliappartamentidiema.it/wp-content/uploads/2020/10/La-congiura-dei-Fieschi-gli-appartamenti-di-Ema-2-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></p>
<p>Per non destare sospetti il pomeriggio del 2 gennaio 1547 andò a trovare Andrea Doria e il nipote Giannettino, fermandosi a giocare con i figli di quest&#8217;ultimo.</p>
<p>Con la scusa di indire un grande banchetto presso il palazzo di Via Lata, fece entrare in città la sua milizia, composta da soldati e servitori dei suoi feudi, vestiti in abiti civili.</p>
<p>Radunò i congiurati alla cena e presentandosi in armatura chiamò gli alleati alle armi.</p>
<p><strong>La notte tra il 2 e il 3 Gennaio 1547 i congiurati dettero inizio al piano</strong>.</p>
<p>L&#8217;obiettivo era prendere la città, conquistando prima le porte e in seguito la darsena, dove era ormeggiata la flotta nemica in disarmo.</p>
<p>Naturalmente Andrea Doria e i membri della sua famiglia dovevano morire.</p>
<p>Mentre i fratelli Gerolamo ed Ottobuono prendevano Porta di San Tommaso, Gianluigi scese versa la darsena.</p>
<p>I congiurati presero d&#8217;assalto le navi dei doria, liberando gli schiavi mussulmani che a loro volta presero il largo.</p>
<p>Nel frattempo, Andrea Doria, preso atto della congiura, aveva abbandonato la città, rifugiandosi a Castello Spinola a Masone.</p>
<h5><em><strong>La morte di Fieschi </strong></em></h5>
<p>La città in tumulto stava cadendo, Gianluigi Fieschi aveva preso la darsena, mentre i fratelli le porte della città.</p>
<p>Tutto stava andando secondo i piani ma&#8230;</p>
<p>Durante la battaglia Gianluigi scivolò dal pontile di una nave candendo in acqua.</p>
<p>Il nobile, appesantito dall&#8217;armatura, non riuscì a rimanere a galla ed affogò nella confusione generale, senza che nessuno se ne accorgesse.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-1351 aligncenter" src="https://www.gliappartamentidiema.it/wp-content/uploads/2020/10/La-congiura-dei-Fieschi-gli-appartamenti-di-Ema-5-300x208.jpg" alt="" width="300" height="208" /></p>
<h5><em><strong>Epilogo</strong></em></h5>
<p>Dopo la scoperta della morte di Gianluigi, i rivoltosi, rimasti senza una guida fallirono nel tentativo di far insorgere la città e dovettero rifugiarsi nel palazzo di Via Lata.</p>
<p>Il Senato, riunito d&#8217;urgenza cominciò le trattative per la resa con Gerolamo Fieschi.</p>
<p>Ai congiurati fu promesso l&#8217;indulto, a patto di lasciare immediatamente la città.</p>
<p>Gerolamo, si rifugiò nel castello di famiglia, a Montoggio, mentre Verrina, Ottobuono e altri fuggirono via mare in direzione Marsiglia.</p>
<p>Tornato in città su invito del senato, Andrea Doria, fece in modo di ottenere la revoca dell&#8217;indulto e tutti i beni dei congiurati furono confiscati o distrutti, come lo storico palazzo di Via Lata.</p>
<p>Il castello di Montoggio, rifugio di Gerolamo fu preso d&#8217;assedio e distrutto. Il nobile venne giustiziato.</p>
<p><em>Non si conoscono con esattezza le cause della congiura&#8230;potere? invidia? rivalsa? amore per una repubblica minacciata da un tiranno? L&#8217;unica cosa certa è che si tratta di</em><em> una storia di intrighi, inganni e colpi di scena degna del Trono di Spade&#8230;</em></p>
<h5><em><strong>Curiosità</strong></em></h5>
<p>Il cadavere di Gianluigi Fieschi venne ripescato dopo quattro giorni e su ordine di Andrea Doria fu esposto per quasi due mesi. Infine, fu gettato in mare per impedire che venissero celebrati i funerali.</p>
<p><strong>Giannettino Doria</strong>, nipote ed erede designato di Andrea, perse la vita durante la congiura, ferito a morte da un colpo d&#8217;archibugio sparato da Agostino Bigelotti di Barga, un soldato della repubblica passato dalla parte dei Fieschi.</p>
<p>Tra le numerose proprietà dei Fieschi vi erano la chiesa e il palazzo di Via Lata, storica residenza di famiglia. Dopo la congiura i beni furono espropriati e il palazzo demolito. La chiesa venne risparmiata ma furono distrutte tutte le iscrizioni e gli stemmi dei Fieschi. Oggi è un edificio sconsacrato, sede di un laboratorio di restauro (<em>nella foto</em>).</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-1354 aligncenter" src="https://www.gliappartamentidiema.it/wp-content/uploads/2020/10/La-congiura-dei-Fieschi-gli-appartamenti-di-Ema-6-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></p>
<p>La congiura dei Fieschi, ispirò diverse opere letterarie e nel 1921 fu realizzato un film muto da Ugo Falena.</p>
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<p>Ci ri leggiamo lunedì!</p>
<p>Stay tuned!</p>
<h5><em><strong>Fonti</strong></em></h5>
<p><a href="http://www.amezena.net/racconti/la-congiura-dei-fieschi-prima-parte/">A Ma e zena: La congiura dei Fieschi </a></p>
<p><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Congiura_di_Gianluigi_Fieschi">Wikipedia: La congiura di Gian Luigi Fieschi </a></p>
<p><a href="https://www.treccani.it/enciclopedia/giannettino-doria_(Dizionario-Biografico)/">Treccani: Doria, Giannettino</a></p>
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		<title>La colonna infame di Vachero</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Emanuele]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Oct 2020 08:28:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Racconti e leggende]]></category>
		<category><![CDATA[Colonna Infame]]></category>
		<category><![CDATA[Giulio Cesare Vachero]]></category>
		<category><![CDATA[racconti e leggende]]></category>
		<category><![CDATA[repubblica di genova]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di Genova]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Buon lunedì! Un paio di settimane fa, nell&#8217;articolo sul &#8220;fantasma della vecchina di Vico dei Librai&#8220;, ho citato la &#8220;colonna infame&#8221; eretta dai genovesi, per denunciare i &#8220;signori del cemento&#8221;, colpevoli di aver deturpato il centro storico. Oggi, vorrei parlare di un&#8217;altra colonna infame, la prima, &#8220;l&#8217;originale&#8220;. La colonna di Piazza Vacchero, nel quartiere di [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Buon lunedì!</p>
<p>Un paio di settimane fa, nell&#8217;articolo sul &#8220;<a href="https://www.gliappartamentidiema.it/2020/09/07/il-fantasma-della-vecchina-di-vico-dei-librai/">fantasma della vecchina di Vico dei Librai</a>&#8220;, ho citato la &#8220;<em>colonna infame</em>&#8221; eretta dai genovesi, per denunciare i &#8220;signori del cemento&#8221;, colpevoli di aver deturpato il centro storico.</p>
<p>Oggi, vorrei parlare di un&#8217;altra <strong>colonna infame</strong>, la prima, &#8220;l&#8217;<em>originale</em>&#8220;.</p>
<p><strong>La colonna di Piazza Vacchero</strong>, nel quartiere di Pré, eretta in memoria del traditore<strong> Giulio Cesare Vachero</strong>&#8230;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-1323 aligncenter" src="https://www.gliappartamentidiema.it/wp-content/uploads/2020/10/gli-appartamenti-di-ema-la-colonna-infame-3-225x300.jpeg" alt="" width="225" height="300" /></p>
<p><em>Vediamo di ricostruire la storia di questo losco personaggio&#8230;</em></p>
<h5><em><strong>Chi è Giulio Cesare Vachero?</strong></em></h5>
<p><strong>Giulio Cesare Vachero</strong> era il rampollo di una nobile famiglia di Sospello, nella contea di Nizza, un territorio facente parte del Ducato di Savoia.</p>
<p>La sua famiglia possedeva sin dal 1200 diverse proprietà in via di Prè a Genova, tra cui anche la <strong>Porta dei Vacca</strong> (<em>nella foto</em>).</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-1325 aligncenter" src="https://www.gliappartamentidiema.it/wp-content/uploads/2020/10/gli-appartamenti-di-ema-la-colonna-infame-5-225x300.jpeg" alt="" width="225" height="300" /></p>
<p><em>Ma andiamo al dunque&#8230;</em></p>
<h5><strong><em>I Savoia e la Repubblica di Genova</em></strong></h5>
<p>A quel tempo, il Ducato di Savoia e La Repubblica di Genova, erano in aperto contrasto.</p>
<p>I Savoia, guidati dall&#8217;ambizioso e avventato Duca <strong>Carlo Emanuele I</strong>, avevano mire espansionistiche verso i territori controllati dalla superba.</p>
<p>Già del 1625, era emerso un presunto complotto franco-piemontese ai danni della Repubblica di Genova, noto come la <strong>&#8220;congiura dei Marini&#8221;</strong>, in cui lo stesso Vachero era stato arrestato e poi rilasciato, in quanto sospettato di atti sovversivi.</p>
<h5><em><strong>La congiura del Vachero&#8230;</strong></em></h5>
<p>Ma è appena tre anni dopo, nel <strong>1628</strong>, che la storia ricorda a sua malgrado le gesta di Giulio Cesare Vachero.</p>
<p>Carlo Emanuele I, aveva inviato in città <strong>Giovanni Antonio Ansaldo</strong>, un mercante di Voltri, per reclutare qualche nobile che aspirava a sovvertire il governo della repubblica di Genova e consegnare la città ai Savoia.</p>
<p>Inutile dire che alla guida dei potenziali rivoluzionari c&#8217;era Vachero.</p>
<p>Giunto a Torino per incontrare il duca, nel febbraio del 1628, l&#8217;oriundo di Sospello (così era soprannominato per via delle origini francesi), ricevette denaro per assoldare un centinaio di soldati e la promessa da parte di Carlo Emanuele di inviare il figlio, <strong>Vittorio Amedeo</strong>, con l&#8217;esercito, a sostegno della rivolta.</p>
<p>Il piano era preciso: Una volta preso Palazzo Ducale, Vachero e i suoi avrebbero fatto entrare in città le truppe dei Savoia, finalizzando il colpo di stato.</p>
<p>Fortunatamente il <strong>capitano Rondino</strong>, uno dei congiurati, riferì il complotto al Doge, e la sera del <strong>31 marzo del 1628</strong>, venne scoperto quello che potenzialmente poteva rappresentare uno dei più grandi pericoli della storia della Repubblica di Genova.</p>
<p>Vachero e gli altri cospiratori furono messi agli arresti e in seguito condannati a morte.</p>
<h5><em><strong>La colonna infame&#8230;</strong></em></h5>
<p>I beni del nobile vennero confiscati, i figli furono esiliati e la casa in via del Campo venne rasa al suolo.</p>
<p>Al suo posto, viene eretta la colonna infame che recita:</p>
<blockquote><p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: left;"><em>«JVLIJ CÆSARIS VACHERIJ                                                  </em><br />
<em>PERDITISSIMI HOMINIS</em><br />
<em>INFAMIS MEMORIA</em><br />
<em>QVI CVM REPVBLICAM CONSPIRASSET</em><br />
<em>OBTRVNCATO CAPITE, PVBLICATIS BONIS</em><br />
<em>EXPVLSIS FILIIS, DIRVTAQUE DOMO</em><br />
<em>DEBITAS PŒNAS LVIT</em><br />
<em>A. S. MDCXXVIII»</em></p>
</blockquote>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-1322 aligncenter" src="https://www.gliappartamentidiema.it/wp-content/uploads/2020/10/gli-appartamenti-di-ema-la-colonna-infame-2-300x227.jpeg" alt="" width="300" height="227" srcset="https://www.gliappartamentidiema.it/wp-content/uploads/2020/10/gli-appartamenti-di-ema-la-colonna-infame-2-300x227.jpeg 300w, https://www.gliappartamentidiema.it/wp-content/uploads/2020/10/gli-appartamenti-di-ema-la-colonna-infame-2.jpeg 373w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<blockquote><p><em>«A memoria dell&#8217;infame</em><br />
<em>Giulio Cesare Vachero</em><br />
<em>uomo scelleratissimo</em><br />
<em>che, poiché cospirò contro la Repubblica,</em><br />
<em>[avendo] tagliata la testa, [avendo] prelevati i beni,</em><br />
<em>[avendo] esiliati i figli e [avendo] distrutta la casa,</em><br />
<em>pagò le pene dovute.</em><br />
<em>Anno del Signore 1628»</em></p></blockquote>
<h5><em><strong>Curiosità</strong></em></h5>
<p>La congiura ebbe delle conseguenze&#8230;. Portò all&#8217;istituzione dell&#8217;<strong>inquisizione di stato</strong>.</p>
<p>La demolizione della casa di Vachero in via del Campo creò il piccolo slargo oggi conosciuto come <strong>Piazza Vachero.</strong></p>
<p>Nel 1644, I discendenti di Vachero ottennero il permesso di coprire la colonna erigendo davanti ad essa una <strong>fontana</strong> (<em>nella foto</em>).</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-1324 aligncenter" src="https://www.gliappartamentidiema.it/wp-content/uploads/2020/10/gli-appartamenti-di-ema-la-colonna-infame-4-225x300.jpeg" alt="" width="225" height="300" /></p>
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<p>Ci ri leggiamo lunedì!</p>
<p>Stay tuned!</p>
<h5><em><strong>Fonti</strong></em></h5>
<p><a href="http://www.francobampi.it/liguria/contro_ge/vachero_donaver.htm">La congiura del Vachero raccontata da Federico Donaver</a></p>
<p><a href="https://web.archive.org/web/20160201030331/http://www.francobampi.it/liguria/contro_ge/vachero.htm">1628: La congiura del Vachero</a></p>
<p><a href="https://www.treccani.it/enciclopedia/giulio-cesare-vachero/">Treccani: Vachèro, Giulio Cesare</a></p>
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		<item>
		<title>Il pozzo di piazza Sarzano e la leggenda di Giano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Emanuele]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Sep 2020 13:36:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Racconti e leggende]]></category>
		<category><![CDATA[porto antico]]></category>
		<category><![CDATA[Pozzo di Giano]]></category>
		<category><![CDATA[Racconti]]></category>
		<category><![CDATA[repubblica di genova]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di Genova]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Buon lunedì! Qualche giorno fa mi trovavo in piazza Sarzano per un appuntamento con un cliente. Arrivato con largo anticipo (non succede mai, sarà stato il caso&#8230;), ho deciso di spendere il tempo dell&#8217;attesa recandomi in Vico dei tre magi per vedere la colonna infame che ho citato nell&#8217;articolo di due settimane fa, dedicato alla [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Buon lunedì!</p>
<p>Qualche giorno fa mi trovavo in <strong>piazza Sarzano</strong> per un appuntamento con un cliente.</p>
<p>Arrivato con largo anticipo (non succede mai, sarà stato il caso&#8230;), ho deciso di spendere il tempo dell&#8217;attesa recandomi in <strong>Vico dei tre magi</strong> per vedere la <strong>colonna infame</strong> che ho citato nell&#8217;articolo di due settimane fa, dedicato alla &#8220;<a href="https://www.gliappartamentidiema.it/2020/09/07/il-fantasma-della-vecchina-di-vico-dei-librai/">vecchina di Vico dei Librai</a>&#8220;.</p>
<p>Tornato in Sarzano, l&#8217;occhio cade sul pozzo al centro della piazza.</p>
<p>Nelle vicinanze, noto una targa intitolata &#8220;<strong>Pozzo di Giano</strong>&#8220;.</p>
<p>Appena sotto, leggo la descrizione della storia del pozzo.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-1279 aligncenter" src="https://www.gliappartamentidiema.it/wp-content/uploads/2020/09/gli-appartamenti-di-ema-la-leggenda-del-pozzo-di-giano-3-1-225x300.jpeg" alt="" width="225" height="300" /></p>
<p>Confesso di essere passato molte, moltissime volte da quelle parti, ma di non aver mai fatto caso a quell&#8217;inscrizione sul muro.</p>
<p>Ed ora invece eccomi qua, a raccontare la storia del pozzo e la leggenda di Giano&#8230;</p>
<h5><em><strong>Ma chi è Giano??</strong></em></h5>
<p>Giano è una delle divinità italiche più antiche, <strong>il dio bifronte</strong>. Venerato dai latini e nell&#8217;antica roma, viene rappresentato con un volto che guarda in avanti e uno che guarda all&#8217;indietro.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-1275 aligncenter" src="https://www.gliappartamentidiema.it/wp-content/uploads/2020/09/gli-appartamenti-di-ema-la-leggenda-del-pozzo-di-giano-4-300x300.jpeg" alt="" width="300" height="300" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La sua natura bifronte è dovuta al <strong>potere di vedere il passato ed il futuro</strong>.</p>
<p>Era considerato il <strong>protettore delle navi e delle monete</strong> e la peculiarità di poter vedere da entrambi i lati lo innalzò a <strong>guardiano e protettore dei passaggi</strong>, intesi sia in senso materiale, quindi, porte, ponti e sentieri, sia in senso metaforico: strade da intraprendere nella vita e nuovi inizi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Ma torniamo al nostro pozzo&#8230;</em></p>
<h5><em><strong>Il pozzo di Giano</strong></em></h5>
<p>Sotto piazza Sarzano erano presenti due grandi cisterne d&#8217;acqua, utilizzate per rifornire la città in caso d&#8217;assedio.</p>
<p>La prima era posta sotto la vicina <strong>Chiesa di San Salvatore</strong>, mentre la seconda si trovava di fronte all&#8217;entrata dell&#8217;edificio religioso.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-1274 aligncenter" src="https://www.gliappartamentidiema.it/wp-content/uploads/2020/09/gli-appartamenti-di-ema-la-leggenda-del-pozzo-di-giano-225x300.jpeg" alt="" width="225" height="300" /></p>
<p>La zona era utilizzata per la lavorazione delle corde e delle sartie (i cavi impiegati nelle imbarcazioni a vela per sorreggere l&#8217;albero o gli alberi) per il porto e le navi. Un procedimento che richiedeva un uso abbondante d&#8217;acqua.</p>
<p>Il pozzo inizialmente si trovava sopra la seconda cisterna, di fronte alla chiesa di San Salvatore.</p>
<p>A metà del 600&#8242;, su un progetto dell&#8217;architetto<strong> Bartolomeo Bianco</strong>, viene eretto il tempietto esagonale a protezione del pozzo.</p>
<p>Sul <strong>tetto del tempio</strong><strong> viene posto il busto raffigurante Giano</strong>, il dio bifronte.</p>
<p>Nell&#8217; 800&#8242;, su indicazione dell&#8217;architetto <strong>Gian Battista Resasco</strong> (progettista e realizzatore, assieme al maestro, <strong>Carlo Barabino</strong>, del <strong>cimitero di Staglieno</strong>), il pozzo e il tempio vengono spostati nella posizione odierna.</p>
<h5></h5>
<h5><em><strong>Curiosità&#8230;</strong></em></h5>
<p>Secondo la leggenda,<strong> Giano </strong>sarebbe<strong> il fondatore di Genova</strong>. A rafforzare questa tesi è il nome antico della Superba, &#8220;<strong><em>Ianua</em></strong>&#8221; che in latino, significa porta o passaggio e deriverebbe dal dio bifrornte, protettore dei passaggi e delle porte.</p>
<p>Il busto di Giano posto sulla sommità del tempietto venne prelevato da una fontana nell&#8217;antica <strong>Piazza San Domenico</strong>, nei pressi di de Ferrari, una zona su cui oggi sorge il teatro Carlo Felice.</p>
<p>Oggi, il busto originale, provato dal tempo e dalle intemperie, è custodito nel vicino<strong> Museo di Sant&#8217;Agostino</strong>. Sul tempietto è stata messa una copia di ottima fattura.</p>
<p>In genere, per scrivere un articolo mi affido a libri di storie su Genova o al web. Questa volta, invece, lo &#8220;spunto&#8221; è arrivato passeggiando per la strada&#8230;</p>
<p>È da episodi come questo in cui ti accorgi quante, storie, leggende, personaggi e monumenti si &#8220;nascondono&#8221; nella nostra città.</p>
<p>Credo che da ora in poi vivrò Genova diversamente, facendo più attenzione a tutto quello che mi circonda, alla ricerca di una storia da raccontare&#8230;</p>
<p>&nbsp;</p>
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<p>&nbsp;</p>
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		<title>La leggenda della croce degli Zaccaria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Emanuele]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Aug 2020 07:16:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Racconti e leggende]]></category>
		<category><![CDATA[Cattedrale di San Lorenzo]]></category>
		<category><![CDATA[genova]]></category>
		<category><![CDATA[La Croce degli Zaccaria]]></category>
		<category><![CDATA[Racconti]]></category>
		<category><![CDATA[repubblica di genova]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di Genova]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Buon lunedì! Nonostante il caldo di agosto, ecco un&#8217;altra &#8220;chicca&#8221; della rubrica &#8220;racconti e leggende&#8220;. Oggi voglio tornare a parlare dei tesori custoditi nel Museo sotterraneo di San Lorenzo. Dopo aver parlato del Sacro Catino, è il turno della Croce degli Zaccaria. Si tratta di un&#8217;antica reliquia che, secondo la leggenda, contiene due pezzi della [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Buon lunedì!</p>
<p>Nonostante il caldo di agosto, ecco un&#8217;altra &#8220;chicca&#8221; della rubrica &#8220;<em>racconti e leggende</em>&#8220;.</p>
<p>Oggi voglio tornare a parlare dei tesori custoditi nel <strong>Museo sotterraneo di San Lorenzo.</strong></p>
<p>Dopo aver parlato del<a href="https://www.gliappartamentidiema.it/tag/sacro-catino/"><strong> Sacro Catino</strong></a>, è il turno della<strong> C</strong><strong>roce degli Zaccaria</strong>.</p>
<p>Si tratta di un&#8217;antica reliquia che, secondo la leggenda, contiene due pezzi della croce su cui fu crocifisso Gesù.</p>
<p>Dopo essere stato tramandato di generazione in generazione, il cimelio viene donato da <strong>Centurione Zaccaria alla cattedrale di Genova nel 1383</strong>.</p>
<p>Da allora, la Croce viene portata in processione durante il Corpus domini, e fu utilizzata durante le cerimonie per l&#8217;insediamento del doge.</p>
<p><em>Ma vediamo di ripercorrere le vicende, a metà tra storia e leggenda, di questa affascinante reliquia&#8230;</em></p>
<p>Siamo nel <strong>IX secolo</strong>.</p>
<p><strong>Bardas</strong>, fratello dell&#8217;imperatrice bizantina <strong>Teodora II</strong>, commissiona l&#8217;opera, che viene donata alla Basilica di Efeso, la più importante chiesa d&#8217;oriente.</p>
<p>Nella seconda metà del 1200 la croce viene restaurata, su ordine del <strong>Vescovo Isacco</strong>, assumendo le fattezze odierne.</p>
<p>Nel 1304, i turchi, <em>tanto per cambiare</em>&#8230;saccheggiano la basilica portando via la preziosa reliquia.</p>
<p><em>È in questo momento che il destino degli Zaccaria si incrocia con la sacra Croce&#8230; </em></p>
<p>La nobile casata Genovese dominava <strong>Focea</strong> dal 1275.</p>
<p><strong>Manuele Zaccaria</strong>, ottiene la restituzione della reliquia, in cambio, pare, di alcune partite di grano (<em>personalmente non ci credo molto&#8230;</em>).</p>
<p>Passano pochi anni e il manufatto cambia ancora proprietario&#8230;</p>
<p>Nel 1308, a causa di faide interne alla casata degli Zaccaria, alcuni pirati catalani, depredano Focea, portando via la croce dalla chiesa in cui era custodita.</p>
<p>Gli Zaccaria riescono a tornare in possesso della reliquia, tramandandosi la croce sino al 1383, anno in cui Centurione Zaccaria la dona alla Cattedrale di San Lorenzo.</p>
<p>Da allora il cimelio non ha più cambiato custode, come se avesse finalmente trovato la sua casa&#8230;</p>
<h5><em><strong>Curiosità&#8230;</strong></em></h5>
<p>La parte anteriore della croce si compone di una strato d&#8217;argento dorato con pietre preziose incastonate (<em>si, una mise molto sobria&#8230;</em>).</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-1225 aligncenter" src="https://www.gliappartamentidiema.it/wp-content/uploads/2020/08/gli-Appartamenti-di-Ema-la-leggenda-della-croce-degli-Zaccaria-225x300.jpg" alt="" width="289" height="385" srcset="https://www.gliappartamentidiema.it/wp-content/uploads/2020/08/gli-Appartamenti-di-Ema-la-leggenda-della-croce-degli-Zaccaria-225x300.jpg 225w, https://www.gliappartamentidiema.it/wp-content/uploads/2020/08/gli-Appartamenti-di-Ema-la-leggenda-della-croce-degli-Zaccaria.jpg 338w" sizes="(max-width: 289px) 100vw, 289px" /></p>
<p>Al centro sono custodite le due schegge della Vera Croce e sul retro è inscritta la dicitura in greco:</p>
<blockquote><p><em>Questa sacra custodia Bardas fabbricò e Isacco Arcivescovo rinnovò perché logora</em></p></blockquote>
<p>(<em>Fonte A Mae Zena &#8211; la croce degli Zaccaria</em>)</p>
<p>Non è stato facile ricostruire la vicenda, in rete ho trovato  notizie frammentate e qualche nome inesatto, ma spero di aver fatto un buon lavoro ;).</p>
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<p>Ci ri leggiamo lunedì!</p>
<p>Stay tuned!</p>
<h5><em><strong>Fonti</strong></em></h5>
<p><a href="http://www.amezena.net/racconti/la-croce-degli-zaccaria/">A Mae Zena &#8211; La Croce degli Zaccaria</a></p>
<p><a href="http://Michele III Imperatore d'oriente">http://Michele III Imperatore d&#8217;oriente</a></p>
<p><a href="http://www.amezena.net/racconti/la-croce-degli-zaccaria/"><em>Dear Miss Fletcher &#8211; La croce degli Zaccaria</em></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.gliappartamentidiema.it/2020/08/24/la-leggenda-della-croce-degli-zaccaria/">La leggenda della croce degli Zaccaria</a> proviene da <a href="https://www.gliappartamentidiema.it">Gli appartamenti di Ema</a>.</p>
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		<item>
		<title>La storia del &#8220;Mugugno&#8221; genovese</title>
		<link>https://www.gliappartamentidiema.it/2020/07/27/la-storia-del-mugugno-genovese/</link>
					<comments>https://www.gliappartamentidiema.it/2020/07/27/la-storia-del-mugugno-genovese/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuele]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jul 2020 08:00:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Racconti e leggende]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Doria]]></category>
		<category><![CDATA[genova]]></category>
		<category><![CDATA[mugugno]]></category>
		<category><![CDATA[Racconti]]></category>
		<category><![CDATA[repubblica di genova]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di Genova]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Buon Lunedì! Oggi parliamo di diritto! Scherzo&#8230;non sono impazzito&#8230;. Voglio approfondire la storia di una parola, un segno, una caratteristica che contraddistingue genovesi e liguri nel mondo: il mugugno e il diritto a manifestarlo! Il diritto a manifestarlo?? in che senso?? Ema, io voglio mugugnare quanto mi pare! Ora mi spiego meglio&#8230; Per cominciare, partiamo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.gliappartamentidiema.it/2020/07/27/la-storia-del-mugugno-genovese/">La storia del &#8220;Mugugno&#8221; genovese</a> proviene da <a href="https://www.gliappartamentidiema.it">Gli appartamenti di Ema</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Buon Lunedì!</p>
<p>Oggi parliamo di diritto!</p>
<p><em>Scherzo&#8230;non sono impazzito&#8230;.</em></p>
<p>Voglio approfondire la storia di una parola, un segno, una caratteristica che contraddistingue genovesi e liguri nel mondo: il <em><strong>mugugno</strong></em> e il diritto a manifestarlo!</p>
<p><em>Il diritto a manifestarlo?? in che senso?? Ema, io voglio mugugnare quanto mi pare!</em></p>
<p><em>Ora mi spiego meglio&#8230;</em></p>
<p>Per cominciare, partiamo con il definire che cos&#8217;è il &#8220;<em>mugugno</em>&#8220;.</p>
<p>Per farlo, mi sono affidato alla definizione presente sulla <a href="http://www.treccani.it/vocabolario/mugugno/">Treccani</a></p>
<blockquote><p><em>Voce genovese, di origine onomatopeica, entrata nell&#8217;uso attraverso il linguaggio marinaresco. Brontolio, espressione di scontento e di protesta, prolungata e fastidiosa.</em></p></blockquote>
<p><em>In effetti qui a Genova ci lamentiamo per tutto&#8230;siamo di rompicoxxxxoni&#8230;.</em></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-1177 aligncenter" src="https://www.gliappartamentidiema.it/wp-content/uploads/2020/07/Gli-appartamenti-di-ema-la-storia-del-mugugno-genovese-3-300x208.jpg" alt="" width="300" height="208" /></p>
<p>Ma cerchiamo di capire come e dove è nato il mugugno e perché si parla di <strong>&#8220;<em>diritto al Mugungo&#8221;</em></strong>.</p>
<h5><em><strong>Origine e storia&#8230;</strong></em></h5>
<p>Le origini del mugugno sono riconducibili al 1300, quando la Magistratura dei Conservatori del mare di Genova, l&#8217;organo che regolamentava le attività e le controversie riguardanti il porto e la marina, aveva codificato il diritto al mugugno.</p>
<p><em> Sfortunatamente non sono riuscito a trovare date certe e fonti attendibili&#8230;ci dovremmo accontentare di quello che fornisce la rete&#8230;</em></p>
<p>I marinai genovesi, non sopportavano la vita in mare, fatta di ordini e disciplina e stemperavano la tensione in uno dei modi più naturali dell&#8217;essere umano: lamentandosi continuamente.</p>
<p>Sta di fatto che con l&#8217;introduzione al diritto di mugugno, per i marnai, si profilarono <strong>due tipi d&#8217;ingaggio</strong>:</p>
<ul>
<li><strong>Con diritto di <em>mugugno</em></strong></li>
<li><strong>Senza diritto di <em>mugugno</em></strong></li>
</ul>
<p>Il primo contratto prevedeva una paga ridotta ma la possibilità di brontolare sul posto di lavoro.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-1178 aligncenter" src="https://www.gliappartamentidiema.it/wp-content/uploads/2020/07/Gli-appartamenti-di-ema-la-storia-del-mugugno-genovese-4-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></p>
<p>Il secondo ingaggio era più alto ma dovevi stare zitto e pedalare&#8230;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-1179 aligncenter" src="https://www.gliappartamentidiema.it/wp-content/uploads/2020/07/Gli-appartamenti-di-ema-la-storia-del-mugugno-genovese-5-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></p>
<p><em>Qui i fautori del pensiero positivo e i fan di &#8220;The Secret&#8221; storceranno il naso, ma ce ne faremo una ragione&#8230;i  marinai se ne fottxxxvano di vedere il bicchiere mezzo pieno e pur di lamentarsi preferivano ridursi la paga: semplicemente fantastici!</em></p>
<p>Se posso spezzare una lancia in loro favore, potremmo dire che i marinai genovesi furono i pionieri della <strong>difesa della libertà di espressione</strong>, e pur di esercitarla erano disposti ad un grande sacrificio come la riduzione del salario.</p>
<p><em>Ecco, vi ho supercazzolato a dovere ;).</em></p>
<h5><em><strong>Curiosità&#8230;</strong></em></h5>
<p>Inizialmente, il privilegio al diritto di mugugno fu accordato ai marinai camoglini, ritenuti i  migliori sulla piazza. In seguito, questa prassi si diffuse in altri settori portuali e la disciplina contrattuale fu accordata anche ai camalli.</p>
<p>Il diritto al Mugugno fu sospeso nel 500&#8242;, con l&#8217;avvento dell&#8217;Ammiraglio <strong>Andrea Doria</strong> che promise ai marinai migliori condizioni di lavoro e paghe più alte, in cambio di ordine, disciplina e silenzio.</p>
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<p>Ci rileggiamo lunedì!</p>
<p>Stay tuned!</p>
<h5><strong>Fonti</strong></h5>
<p><a href="http://www.marenostrumrapallo.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=589:mugu&amp;catid=52:artex&amp;Itemid=153&amp;jjj=1595428204710">Mugungo alla genovese</a></p>
<p><a href="http://www.amezena.net/storia-di/storia-di-marinai-di-magistrati/">Storia di marinai&#8230;di magistrati&#8230;</a></p>
<p><a href="https://liguriaedintorni.it/in-liguria-si-paga-anche-il-mugugno/">In Liguria si paga anche il mugugno</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.gliappartamentidiema.it/2020/07/27/la-storia-del-mugugno-genovese/">La storia del &#8220;Mugugno&#8221; genovese</a> proviene da <a href="https://www.gliappartamentidiema.it">Gli appartamenti di Ema</a>.</p>
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