Buon lunedì!

Oggi parliamo della storia de Zena!

Sappiamo tutti che la Superba toccò il massimo splendore nell’epoca moderna, tuttavia si hanno poche notizie in merito agli avvenimenti dell’antichità.

Sono stati tanti gli episodi degni di nota nella storia millenaria di Genova.

In questo blog ho parlato del sacco di Magone durante le guerre puniche e della conquista di Cesarea ad opera dei crociati guidati da Guglielmo Embriaco che portò in dote il Sacro Catino.

Anche oggi faremo un tuffo nel passato remoto della Superba, ai tempi della fuga del clero milanese a Genova, durante l’invasione dei Longobardi.

Un avvenimento che portò alla costruzione dell’antica Chiesa di Sant’Ambrogio.

Un viaggio attraverso il tempo che terminerà nell’anno 1598 con il completamento della Chiesa del Gesù e dei Santi Ambrogio e Andrea.

Prima di andare oltre, cerchiamo di collocare il contesto storico all’interno di una “time line”.

Genova dopo il crollo dell’Impero Romano e l‘invasione dei Longobardi

Dopo il crollo dell’Impero Romano d’Occidente (476 dc), Genova e il resto della penisola italica caddero sotto il dominio degli Ostrogoti di Teodorico che sconfisse Odoacre.

Il dominio dei Goti cessò con l’invasione dei longobardi, guidati da re Alboino (nell’immagine qui sotto), che nel 568 approfittarono delle guerre tra i successori di Teodorico e Bisanzio per scendere nella penisola italica.

La fuga del clero milanese

Con l’occupazione longobarda di Milano e a fronte delle persecuzioni subite dai barbari della Pannonia, nel 569, il vescovo meneghino Onorato Castiglioni decise di fuggire trasferendo la curia a Genova, diocesi sottoposta a Milano.

La cattività genovese rese necessaria la costruzione di una chiesa. Fu così che a pochi passi da San Lorenzo venne eretta la prima chiesa intitolata a Sant’ Ambrogio.

L’esilio della curia meneghina durò sino al 645, quando il Vescovo camoglino Giovanni Bono riportò la sede della chiesa a Milano.

Il passaggio ai Gesuiti e la costruzione della nuova chiesa

Nel 1522 la chiesa passa ai gesuiti che la riedificano grazie al progetto dell’architetto Giuseppe Valeriano. I lavori terminarono nel 1598 conferendole la struttura attuale.

All’interno dell’edificio sono presenti numerose raffigurazioni artistiche. Nelle volte della navata centrale è possibile ammirare gli affreschi raffiguranti “Storie della vita di Cristo e della Vergine“, ad opera dei fratelli genovesi Giovanni Battista e Giovanni Carlone, mentre sull’altare maggiore la “Circoncisione dipinta da Rubens (nella foto), affiancata da “La fuga in Egitto” di Domenico Piola e “La strage degli Innocenti” di Giovanni Battista Merano.

Nella prima cappella della navata destra è presente un affresco di Giovanni Andrea de Ferrari che raffigura “Sant’Ambrogio che caccia l’imperatore Teodosio I”. Nella seconda cappella della navata destra, altri affreschi che ritraggono la “Crocifissione” (di Lorenzo De Ferrari), l‘”Ecce Homo” e il “Cristo Redentore” dei fratelli Carlone, mentre sotto la mensa dell’altare è presente un presepio realizzato da Tommaso Orsolino.

Osservando la seconda cappella della navata sinistra è possibile ammirare “Il martirio di San Giovanni Battista”  di Bernardo Castello, “Il battesimo di Cristo”  di Domenico Passignano e le statue di Taddeo Carlone che raffigurano “Elisabetta e Zaccaria”.

La terza cappella custodisce l’opera di Rubens “Miracoli di Sant’Ignazio di Loyola”(nella foto), mentre la quarta raffigura il “Martirio di Sant’Andrea” di Teramo Piaggio e Antonio Semino.

Per questioni di spazio e di tempo mi fermo qui con la descrizione, ma all’interno della chiesa vi sono una moltitudine di opere d’arte!

Curiosità

Le persecuzioni ai danni della chiesa cattolica avvennero in nome dell’Arianesimo, una dottrina cristologica il cui pensiero sosteneva che la natura divina di Gesù Cristo fosse inferiore a quella di Dio. Questa “eresia” accomunava gran parte delle popolazioni barbare del nord Europa mentre il popolo romano si professava cattolico.

Il vescovo Onorato Castiglioni è venerato come santo dalla chiesa cattolica e viene ricordato l’8 febbraio nel martirologio romano con queste parole:

A Milano, deposizione di sant’Onorato, vescovo, che, sotto la minaccia dell’invasione longobarda, mise in salvo gran parte della popolazione cercandole rifugio a Genova

La chiesa del Gesù e dei Santi Ambrogio e Andrea fu ridecorata da Lorenzo De Ferrari dopo i bombardamenti navali avvenuti nel 1648.

Chiese come quella del Gesù e dei Santi Ambrogio e Andrea sono dei veri e propri musei. Ogni volta che faccio qualche ricerca per gli articoli resto sbalordito dalla quantità di opere d’arte presenti all’interno. Occorre fare qualcosa per valorizzare questo patrimonio, spesso dimenticato e messo da parte o dato per scontato.

Con questo post spero di aver fatto la mia parte 🙂

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Ci rileggiamo lunedì!