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	<title>Storia di Genova Archivi - Gli appartamenti di Ema</title>
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	<description>Pernottamenti a Genova</description>
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	<title>Storia di Genova Archivi - Gli appartamenti di Ema</title>
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	<item>
		<title>Staglieno, una visita che non ti aspetti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Emanuele]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Sep 2025 13:27:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Racconti e leggende]]></category>
		<category><![CDATA[Storia di Genova]]></category>
		<category><![CDATA[Ada Carrena e Giuseppina Grillo]]></category>
		<category><![CDATA[Cappella Raggio piccolo Duomo]]></category>
		<category><![CDATA[Cimitero Monumentale di Staglieno]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Mazzini tomba Staglieno]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Cimitero Monumentale di Staglieno non è solo un luogo di sepoltura, ma un museo a cielo aperto che custodisce arte, storia e memoria. Dalla suggestiva Cappella Raggio, chiamata il “piccolo Duomo”, alla commovente statua della piccola Ada Carrena, passando per la tomba di Giuseppe Mazzini, ogni angolo racconta una storia unica. Un patrimonio culturale immenso, visitabile gratuitamente, che rende Staglieno uno dei cimiteri monumentali più importanti d’Europa.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="257" data-end="624">Domenica in occasione di &#8220;Staglieno Days&#8221; abbiamo visitato il <strong data-start="286" data-end="323">Cimitero Monumentale di Staglieno</strong>.</p>
<p data-start="257" data-end="624">Confesso che è stata la mia prima volta. L’esperienza mi ha letteralmente lasciato a bocca aperta. Non è semplicemente un cimitero: è una vasta galleria d’arte all’aperto, dove le nobili famiglie genovesi dell’Ottocento commissionavano mausolei e monumenti funerari ai migliori scultori del tempo.</p>
<p data-start="626" data-end="1131">Il complesso è enorme e attraversa decine di settori e sentieri, spesso immersi nel silenzio, tra alberi e vegetazione che avvolgono le opere. Noi abbiamo scelto di esplorare il <strong data-start="804" data-end="828">Boschetto Irregolare</strong>, una zona caratterizzata da mausolei imponenti e suggestivi, tra cui la celebre <strong data-start="909" data-end="932">Cappella dei Raggio</strong>, realizzata da <strong data-start="948" data-end="965">Luigi Rovelli</strong> in stile neogotico su commissione dell’industriale Armando Raggio. Un mausoleo che ricorda il Duomo di Milano, tanto da essere soprannominato il <em data-start="1111" data-end="1128">“piccolo duomo”</em>.</p>
<p data-start="626" data-end="1131"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-5938" src="https://www.gliappartamentidiema.it/wp-content/uploads/2025/09/La-fede-225x300.jpeg" alt="" width="225" height="300" /><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-5942" src="https://www.gliappartamentidiema.it/wp-content/uploads/2025/09/WhatsApp-Image-2025-09-29-at-3.58.57-PM-225x300.jpeg" alt="" width="225" height="300" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-5944" src="https://www.gliappartamentidiema.it/wp-content/uploads/2025/09/WhatsApp-Image-2025-09-29-at-3.58.56-PM-225x300.jpeg" alt="" width="225" height="300" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-5946" src="https://www.gliappartamentidiema.it/wp-content/uploads/2025/09/WhatsApp-Image-2025-09-29-at-3.58.33-PM-225x300.jpeg" alt="" width="225" height="300" /></p>
<p data-start="1133" data-end="1326">Abbiamo ammirato anche una serie di mausolei attribuiti a <strong data-start="1191" data-end="1202">Coppedè</strong> e la toccante statua di <strong data-start="1227" data-end="1242">Ada Carrena</strong>, una bambina scomparsa prematuramente. La sua storia mi ha strappato una lacrima.</p>
<h5 data-start="1328" data-end="1356"><em><strong>La piccola Ada Carrena</strong></em></h5>
<p data-start="1357" data-end="1953">Ada Carrena visse tra il 1874 e il 1880, morì a soli cinque anni e mezzo. La sua famiglia commissionò allo scultore <strong data-start="1473" data-end="1492">Giovanni Scanzi</strong> un’opera che la ritrae circondata dai fiori che tanto amava. La vicenda è legata a quella di un’altra bambina sepolta a Staglieno: <strong data-start="1624" data-end="1645">Giuseppina Grillo</strong>. Ada, quando era in vita, si recava spesso al cimitero per sostare davanti alla sua tomba (realizzata dallo stesso Scanzi), quasi in un dialogo silenzioso con lei. Per questo i genitori vollero che la statua ricordasse quell’affetto innocente, trasformando il dolore in un gesto di memoria e di tenerezza.</p>
<p data-start="1357" data-end="1953"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-5948 aligncenter" src="https://www.gliappartamentidiema.it/wp-content/uploads/2025/09/Anna-Carrena-225x300.jpeg" alt="" width="225" height="300" /></p>
<h5 data-start="1955" data-end="1984"><em><strong>Altri monumenti celebri</strong></em></h5>
<p data-start="1985" data-end="2315">Merita una menzione speciale la <strong data-start="2017" data-end="2046">tomba di Giuseppe Mazzini</strong>, che conferisce al luogo un valore storico e simbolico unico. Ma non è l’unica: tra i personaggi di spicco riposa anche il <a href="https://www.gliappartamentidiema.it/2020/11/16/enrico-alberto-dalbertis-luomo-che-volle-imitare-colombo/"><strong data-start="2170" data-end="2193">capitano d’Albertis</strong></a>, la cui tomba un tempo era circondata dall’acqua a simboleggiare il mare. Nulla, a Staglieno, è stato lasciato al caso.</p>
<p data-start="1985" data-end="2315"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-5950" src="https://www.gliappartamentidiema.it/wp-content/uploads/2025/09/Mazzini-225x300.jpeg" alt="" width="225" height="300" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-5952" src="https://www.gliappartamentidiema.it/wp-content/uploads/2025/09/capitano-dalbertis-225x300.jpeg" alt="" width="225" height="300" /></p>
<p data-start="2317" data-end="2577">Quelli che ho citato sono solo alcuni esempi del patrimonio storico e culturale racchiuso in questo luogo, un vero e proprio <strong data-start="2442" data-end="2466">museo a cielo aperto</strong>, con un’infinità di storie da raccontare. E la cosa straordinaria è che la visita è <strong data-start="2551" data-end="2574">totalmente gratuita</strong>.</p>
<h5 data-start="2584" data-end="2602"><em><strong>Cenni storici</strong></em></h5>
<p data-start="2603" data-end="2797">Il <strong data-start="2606" data-end="2643">Cimitero Monumentale di Staglieno</strong> (in ligure <em data-start="2655" data-end="2677">Camposanto de Stagén</em>) è il principale luogo di sepoltura di Genova, ed è considerato uno dei più importanti cimiteri monumentali d’Europa.</p>
<ul data-start="2799" data-end="3693">
<li data-start="2799" data-end="3029">
<p data-start="2801" data-end="3029">Il progetto originario risale al <strong data-start="2834" data-end="2842">1835</strong> e fu firmato dall’architetto <strong data-start="2872" data-end="2890">Carlo Barabino</strong>, che però morì di colera prima di vederlo realizzato. L’opera passò quindi al suo collaboratore e allievo <strong data-start="2997" data-end="3026">Giovanni Battista Resasco</strong>.</p>
</li>
<li data-start="3030" data-end="3181">
<p data-start="3032" data-end="3181">I lavori iniziarono nel <strong data-start="3056" data-end="3064">1844</strong> e il cimitero fu aperto al pubblico il <strong data-start="3104" data-end="3122">2 gennaio 1851</strong>: in quel giorno furono sepolte le prime quattro persone.</p>
</li>
<li data-start="3182" data-end="3301">
<p data-start="3184" data-end="3301">Col tempo il complesso venne ampliato e oggi comprende anche sezioni <strong data-start="3253" data-end="3298">inglese, protestante, ebraica e musulmana</strong>.</p>
</li>
<li data-start="3302" data-end="3567">
<p data-start="3304" data-end="3567">Al centro del cimitero si erge la monumentale <strong data-start="3350" data-end="3371">statua della Fede</strong>, opera di <strong data-start="3382" data-end="3397">Santo Varni</strong>, alta circa 9 metri. Oltre la grande scalinata domina il <strong data-start="3455" data-end="3467">Pantheon</strong>, ispirato al modello romano, con pronao dorico e le statue marmoree dei profeti Geremia e Giobbe.</p>
</li>
<li data-start="3568" data-end="3693">
<p data-start="3570" data-end="3693">Oggi il complesso ospita oltre <strong data-start="3601" data-end="3622">115.000 sepolture</strong> e si estende su una superficie di più di <strong data-start="3664" data-end="3690">un chilometro quadrato</strong>.</p>
</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>Oggi ho messo da parte l&#8217;attività di host per raccontare una visita che mi ha lasciato davvero soddisfatto. A volte ci spostiamo in località estere e non per visitare mete esotiche o altre città d&#8217;arte senza conoscere realmente quello che la nostra città ha da offrire. Forse bisognerebbe imparare a conoscere, apprezzare e valorizzare quello che abbiamo a casa nostra.</p>
<p>&nbsp;</p>
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<p>&nbsp;</p>
<p>Alla prossima!</p>
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<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Alla scoperta di Fabrizio De Andrè, in direzione ostinata e contraria</title>
		<link>https://www.gliappartamentidiema.it/2024/03/15/alla-scoperta-di-fabrizio-de-andre-in-direzione-ostinata-e-contraria/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Emanuele]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Mar 2024 09:08:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia di Genova]]></category>
		<category><![CDATA[Faber]]></category>
		<category><![CDATA[Fabrizio De Andrè]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In un blog che parla di Genova, non poteva certo mancare un tributo a Fabrizio De Andrè. Lo celebriamo con l&#8217;articolo di Noemi: &#8220;Alla scoperta di Fabrizio De Andrè, in direzione ostinata e contraria&#8221;. brevi cenni sulla vita di un ribelle Non si può certo dire che sia stato un personaggio ordinario. Eppure, nonostante il [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In un blog che parla di Genova, non poteva certo mancare un tributo a <strong>Fabrizio De Andrè</strong>. Lo celebriamo con l&#8217;articolo di Noemi:<strong> &#8220;Alla scoperta di Fabrizio De Andrè, in direzione ostinata e contraria&#8221;. </strong></p>
<h5><em><strong>brevi cenni sulla vita di un ribelle</strong></em></h5>
<p>Non si può certo dire che sia stato un personaggio ordinario.</p>
<p>Eppure, nonostante il suo atteggiamento discostante, introverso e a tratti quasi maleducato, è ricordato come uno dei cantautori più influenti della musica italiana.</p>
<p>Ovviamente, era un ligure. Ovviamente stiamo parlando di <strong>Fabrizio De Andrè</strong>.</p>
<p>Nato a Genova nel 1940, fin da bambino manifesta un comportamento decisamente fuori dagli schemi: un Fabrizio irriverente e anticonformista, talmente esuberante da essere spedito in una scuola di Gesuiti. Qui sarà vittima di un tentativo di molestia sessuale da parte di un gesuita: ma il ragazzo non solo respinge fermamente la molestia, è deciso anche a sollevare un polverone di protesta che porterà all’allontanamento del gesuita dall’istituto.</p>
<p>Insomma, un ragazzo con le idee chiare e un carattere molto forte fin dalla tenera età. Carattere che contrasta nettamente con l’impostazione familiare di origine, soprattutto con quella del padre, imprenditore e, nel dopoguerra, vicesindaco di Genova: i genitori di Fabrizio infatti, entrambi benestanti, avrebbero voluto per lui un’educazione rigorosa e lineare.</p>
<p>Nulla di più diverso da quella che era la natura del figlio. Negli anni dell’università inizia ad avere problemi di alcolismo, frequenta i personaggi più disparati, viaggia molto e si fidanza con una prostituta. Cerca di tirar su qualche soldo con lavoretti saltuari insieme al grande amico d’infanzia Paolo Villaggio.</p>
<p>Sono questi gli anni della scoperta musicale: sarà infatti l’ascolto di Georges Brassens, già noto e avviato cantautore francese, ad influenzare significativamente la sua musicità. Frequenta poi altri noti musicisti italiani (personaggi del rango di Gino Paoli e Luigi Tenco) e si appassiona della musica jazz: inizia anche a suonare la chitarra e ad esibirsi e cantare in un locale genovese.</p>
<p>Nel 1960 vede la luce la sua prima canzone: “La ballata di Michè”.</p>
<p><i>Io so che Michè<br />
Ha voluto morire perché<br />
Ti restasse il ricordo del bene profondo<br />
Che aveva per te</i></p>
<p><i>Vent&#8217;anni gli avevano dato<br />
La Corte decise così<br />
Perché un giorno aveva ammazzato<br />
Chi voleva rubargli Marì</i></p>
<p>È la storia di un detenuto a cui hanno dato 20 anni di carcere perché ha ammazzato un pretendente della sua amata, Marì. Tuttavia, non potendo resistere alla lontananza da Marì, si impicca nella sua cella.</p>
<p>Questo è solo l’esordio di una carriera che durerà 40 anni, una carriera densa di storie e racconti fuori dal comune (proprio come era lui), con uno sguardo sempre presente ai deboli, agli indifesi, agli emarginati della società. Le sue canzoni sono spesso poesie, racconti toccanti di persone ed eventi ordinari che lui riesce a rendere magici e speciali: Bocca di Rosa, la guerra di Piero, Via del Campo, la canzone di Marinella, <a href="https://www.gliappartamentidiema.it/2020/03/23/il-cappio-dorato/">Geordie</a>, solo per citare alcuni dei testi più famosi.</p>
<p>Muore nel 1999 per un carcinoma polmonare, lasciandoci in eredità 14 album discografici, alcuni singoli e suo figlio Cristiano, nato nel 1962 dalla sua prima moglie, che oggi si esibisce spesso in concerti nei quali ripropone le canzoni del padre.</p>
<p><a name="Bookmark"></a>Se avete occasione andatelo ad ascoltare: oltre alla notevole somiglianza fisica, se chiudete gli occhi vi sembrerà di stare ascoltando proprio il grande Faber.</p>
<p>Spero che l&#8217;articolo ti sia piaciuto 🙂</p>
<p>Se vuoi rimanere aggiornato sui contenuti del blog, ricevendo news sul mondo degli <a href="https://www.gliappartamentidiema.it/category/consigli/"><strong>affitti brevi</strong></a>, sulla <a href="https://www.gliappartamentidiema.it/category/storia-di-genova/"><strong>storia e le leggende di Genova</strong></a> e la &#8220;<a href="https://www.gliappartamentidiema.it/category/gastro-eno-vagante/"><strong>rubrica GastroENOVAagante</strong></a>&#8220;, iscriviti alla <a href="https://www.gliappartamentidiema.it/newsletter/"><em><strong>newsletter</strong></em></a> (trovi il form qui sotto), e ai miei canali social <a href="https://www.facebook.com/gliappartamentidiema"><em>Facebook</em></a> e <a href="https://www.instagram.com/gli_appartamenti_di_ema/"><em>Instagram</em></a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.gliappartamentidiema.it/2024/03/15/alla-scoperta-di-fabrizio-de-andre-in-direzione-ostinata-e-contraria/">Alla scoperta di Fabrizio De Andrè, in direzione ostinata e contraria</a> proviene da <a href="https://www.gliappartamentidiema.it">Gli appartamenti di Ema</a>.</p>
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		<title>Ai Rolli Days dal 28 aprile al 1 maggio</title>
		<link>https://www.gliappartamentidiema.it/2023/04/27/ai-rolli-days-dal-28-aprile-al-1-maggio/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Emanuele]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Apr 2023 15:42:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[Storia di Genova]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi a Genova]]></category>
		<category><![CDATA[Rolli]]></category>
		<category><![CDATA[Rolli Days]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Genova non è solo mare, è anche arte e cultura, voglia di scoprire e lasciarsi stupire. Da domani per 3 imperdibili giorni si ripete l&#8217;esperienza dei Rolli Days, un enorme successo che torna ad arricchire la Superba. Un evento culturale che taglia il traguardo dei 15 anni e che dimostra di sapersi sempre rinnovare. Il tema [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.gliappartamentidiema.it/2023/04/27/ai-rolli-days-dal-28-aprile-al-1-maggio/">Ai Rolli Days dal 28 aprile al 1 maggio</a> proviene da <a href="https://www.gliappartamentidiema.it">Gli appartamenti di Ema</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="text-decoration: underline;">Genova non è solo mare, è anche arte e cultura, voglia di scoprire e lasciarsi stupire.</span><strong> Da domani per 3 imperdibili giorni si ripete l&#8217;esperienza dei Rolli Days, un enorme successo che torna ad arricchire la Superba. </strong>Un evento culturale che taglia il traguardo dei 15 anni e che dimostra di sapersi sempre rinnovare.</p>
<p><strong>Il tema portante di questa edizione dei Rolli Days è</strong> <strong>il mare e il suo legame con le più importanti famiglie aristocratiche genovesi</strong> nel periodo d’oro della Repubblica <em>El Siglo de Los Genoveses. </em><strong>L’appuntamento è dal 28 aprile al 1 maggio 2023</strong>, veniteci a trovare in queste date e approfittatene per partecipare a questa nuova edizione dei Rolli Days 😉<br />
Vi ricordo che è necessaria la <strong>prenotazione</strong>, puoi andare alla pagina “<a href="https://www.visitgenoa.it/rollidays-online/rolli-days/" target="_blank" rel="noopener">Scopri il programma</a>” sul sito di visitgenoa.it per tutti i dettagli.</p>
<p><iframe loading="lazy" title="#RolliDays Aprile - Maggio - 2023" width="1080" height="608" src="https://www.youtube.com/embed/WAcfyWcg1xs?feature=oembed"  allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Il &#8220;Rolli Days&#8221; è uno dei principali eventi culturali della città di Genova e prevede l&#8217;apertura di <strong>più di 30 palazzi del centro storico,</strong> all’interno del sito UNESCO <em>Le Strade Nuove e il Sistema dei Palazzi dei Rolli,</em> affiancati dalle ville suburbane del Ponente: i quartieri di Sampierdarena, Cornigliano, Pegli e Voltri vedranno le loro dimore più belle accogliere migliaia di visitatori. Non solo: in via eccezionale, l’edizione numero 15 dei Rolli Days vedrà l’apertura di <strong>tutti e 12 </strong>i Palazzi che si affacciano su <strong>via Garibaldi-Strada Nuova</strong>.</p>
<h2>Ma perchè &#8220;Rolli&#8221; Days?</h2>
<p>Perché <strong>nel 1576 il Senato della Repubblica di Genova ha creato gli elenchi “Rolli degli alloggiamenti pubblici”</strong>, ovvero un elenco che comprende i principali palazzi aristocratici della città (elenchi tuttora conservati e visibili presso l’Archivio di Stato di Genova). Dato che non era possibile accogliere a Palazzo Ducale gli ospiti di stato, per ragioni politiche nonché logistiche,<strong> i proprietari dei palazzi inseriti negli elenchi erano obbligati a ricevere nelle proprie residenze – estratte a sorte di volta in volta – diplomatici, dignitari e aristocratici in visita alla Repubblica, facendosi carico di tutte le spese di rappresentanza</strong>.</p>
<p>Il modello di ospitalità pubblica creato a Genova è unico: grazie ai suoi ospiti internazionali, come il celebre pittore fiammingo Peter Paul Rubens, che ne celebra i palazzi in un volume di grande successo pubblicato ad Anversa, Genova diventa famosa in tutta Europa per la qualità delle sue architetture e per uno stile di vita raffinato e di altissimo livello. <strong>Dal 2006, 42 di questi Palazzi sono stati dichiarati Patrimonio dell’Umanità UNESCO.</strong></p>
<p>Continua a seguirci per questa e altre <a href="https://www.gliappartamentidiema.it/category/storia-di-genova/">curiosità su Genova</a> 😉 e se sei interessato al lavoro dell&#8217;host e vuoi fare dell’affittacamere la tua professione, ti segnalo che è uscita da pochissimo <a href="https://amzn.to/3H4uJaL" target="_blank" rel="noopener">la mia guida “Guida Galattica per Host”</a> dove troverai un sacco di consigli molto utili.</p>
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		<title>La profezia del Melograno di Piazza Campetto, a Genova</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giada]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Mar 2023 15:14:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Racconti e leggende]]></category>
		<category><![CDATA[Storia di Genova]]></category>
		<category><![CDATA[centro storico]]></category>
		<category><![CDATA[genova]]></category>
		<category><![CDATA[profezie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In Piazza Campetto a Genova c&#8217;è una singolare pianta di melograno. Non è nata come si può immaginare tra le grosse lastre di pietre che contraddistinguono le strade dei caruggi, ma lassù in alto, tra il balcone del primo piano e il portone d’ingresso del palazzo del civico 2. Da quattrocento anni prospera, guardando dall&#8217;alto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">I<strong>n Piazza Campetto a Genova c&#8217;è una singolare pianta di melograno.</strong> Non è nata come si può immaginare tra le grosse lastre di pietre che contraddistinguono le strade dei caruggi, ma lassù in alto, <span style="text-decoration: underline;">tra il balcone del primo piano e il portone d’ingresso del palazzo del civico 2</span>.</p>
<h2>Da quattrocento anni prospera, guardando dall&#8217;alto i passanti.</h2>
<p>Palazzo Ottavio Imperiale è ormai conosciuto ai più come il “Palazzo del Melograno&#8221; proprio per la presenza di questa pianta e per un&#8217;antica profezia ad essa legata. Non tutti sanno però che la presenza della pianta non è del tutto “casuale” e sembra legarsi ad una antica storia che si racconta sull’antico proprietario del palazzo.<br />
<strong>Ottavio Imperiale, anticamente proprietario del palazzo, era un accanito giocatore di biribisso</strong>, una sorta di roulette dell&#8217;epoca, con le immagini al posto dei numeri. <strong>Il nobile rischiò di perdere tutta la sua fortuna in una serata decisamente sfortunata, all&#8217;ultimo però, giocando gli ultimi averi sull’immagine dell’albero di melograno, riuscì a riguadagnare ogni singola moneta perduta.</strong></p>
<p>Esiste anche una variante dove il nobile si sarebbe giocato tutto puntando un terreno dove crescevano melograni, in ogni caso le sorti di quella fatidica serata sarebbero in qualche modo state ribaltate da qualcosa riconducibile al melograno. Infatti <strong>da quel momento Ottavio Imperiale inserì il melograno tra i suoi simboli e lo volle ovunque &#8230;e chissà, forse la nascita dell’albero sul portale potrebbe non essere casuale.</strong></p>
<p>Inoltre sulla prosperità di quell&#8217;albero di melograno che sembra guardare amorevolmente passanti e turisti vige una profezia:<br />
<em><strong>la morte del melograno significherebbe la rovina della famiglia e, per estensione, dell’intera città di Genova.</strong></em></p>
<p>L&#8217;albero di melograno rimane tutt&#8217;ora lassù, saldo nelle sue radici, vigile su Piazza Campetto come a volerci accompagnare nel nostro cammino.</p>
<p>Continua a seguirci per questa e altre <a href="https://www.gliappartamentidiema.it/category/storia-di-genova/">curiosità su Genova</a> 😉 e se sei interessato al lavoro dell&#8217;host stay tuned, tra poco uscirà la mia guida dove troverai ottimi consigli per approcciarti al meglio al mondo degli affitti brevi ed extra alberghieri.</p>
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		<title>I campanili di Genova</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giada]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Feb 2023 15:30:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia di Genova]]></category>
		<category><![CDATA[campanili]]></category>
		<category><![CDATA[Cosa vedere a Genova]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una volta i campanili di Genova scandivano gli eventi ecclesiastici e, sia nelle città che nelle campagne, accompagnavano la vita di ognuno. Al giorno d&#8217;oggi le loro melodie non sono più memoria di tutti, forse solo l’Angelus che veniva e viene tuttora eseguito al calar del sole. L’arte del campanaro oggi a Genova è più [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Una volta i campanili di Genova scandivano gli eventi ecclesiastici e, sia nelle città che nelle campagne, accompagnavano la vita di ognuno.</em> Al giorno d&#8217;oggi le loro melodie non sono più memoria di tutti, forse solo l’Angelus che veniva e viene tuttora eseguito al calar del sole.</p>
<h2><strong>L’arte del campanaro oggi a Genova è più che altro una storia da raccontare.</strong></h2>
<p>In loro onore è stato chiamato &#8220;Piazza Valoria&#8221; lo spiazzo tra Via Canneto il Lungo e Via Giustiniani, ove una volta si trovavano le abitazioni dei campanari del Duomo, certi Valauri o Valori campanari di S. Lorenzo e stipendiati dal Comune.</p>
<p>Le corde che cadevano fino al piano terra passando da un piano all’altro del campanile tramite fori nei pavimenti oggi sono state sostituite da campane automatizzate, quasi sempre con il sistema a telebattente, che percuote la campana dall’esterno anziché con il battaglio dall’interno, unito al sistema motorizzato delle ruote per il suono a distesa.<img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-3463" src="https://www.gliappartamentidiema.it/wp-content/uploads/2023/02/campanili-di-genova-gli-appartamenti-di-ema-commenda.jpg" alt="campanili di genova gli appartamenti di ema commenda" width="211" height="315" /></p>
<p><strong>Nonostante questo i campanili di Genova mantengono un loro particolare fascino.</strong></p>
<p>Ad oggi nel centro storico di Genova sono rimasti molti campanili che però non sono accessibili al pubblico, guardano dall&#8217;alto la Superba, un solido occhio vigile sul centro storico della città.</p>
<p>Tra i più visibili <strong>il Campanile di San Giovanni di Pré</strong> a lato della Commenda, <strong>il Campanile di San Vittore</strong> -unica parte ancora visibile dall&#8217;esterno dell&#8217;antica chiesa di San Vittore distrutta ed inglobata nel palazzo sito tra Palazzo Reale e Via Gramsci-, e<strong> il Campanile di San Marcellino</strong> incastonato Sottoripa.</p>
<p>Se sei interessato ad altre informazioni sulla storia di Genova <a href="https://www.gliappartamentidiema.it/category/storia-di-genova/">clicca QUI</a> per leggere altri post a tema.</p>
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		<title>Porta dei Vacca e i suoi fantasmi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giada]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Feb 2023 13:57:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Racconti e leggende]]></category>
		<category><![CDATA[Storia di Genova]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Porta dei Vacca è una delle poche Porte che circondavano il centro storico di Genova ancora in ottimo stato, aveva un&#8217;importante posizione strategica e suscita tutt&#8217;ora interesse anche per i suoi fantasmi. Costruita intorno al 1155-1159 dopo la copertura del rivo Carbonara, controllava i trasporti che avvenivano lungo la Via Salaria e fungeva da sistema [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>Porta dei Vacca</strong> è una delle poche Porte che circondavano il centro storico di Genova ancora in ottimo stato, aveva un&#8217;importante posizione strategica e suscita tutt&#8217;ora interesse anche per i suoi <strong>fantasmi</strong>.</h2>
<p><strong>Costruita intorno al 1155-1159</strong> dopo la copertura del rivo Carbonara, controllava i trasporti che avvenivano lungo la Via Salaria e fungeva da <strong>sistema difensivo della terza cerchia di mura</strong> per far fronte ad eventuali aggressioni di Federico Barbarossa.</p>
<p><strong>La sua conformazione architettonica è in stile gotico</strong>, di chiaro orientamento germanico. Due alte colonne bianche e nere con capitello corinzio che sostengono un arco a sesto acuto nel cui spazio si articolava la massiccia porta di ingresso. Le abitazioni erano probabilmente poste nelle due torri e il personale di guardia era posto sul ponticello merlato.</p>
<div id="attachment_3456" style="width: 229px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-3456" class=" wp-image-3456" src="https://www.gliappartamentidiema.it/wp-content/uploads/2023/02/Porta-dei-Vacca-Genova-Gli-Appartamenti-di-Ema.jpg" alt="Porta dei Vacca Genova" width="219" height="292" srcset="https://www.gliappartamentidiema.it/wp-content/uploads/2023/02/Porta-dei-Vacca-Genova-Gli-Appartamenti-di-Ema.jpg 480w, https://www.gliappartamentidiema.it/wp-content/uploads/2023/02/Porta-dei-Vacca-Genova-Gli-Appartamenti-di-Ema-225x300.jpg 225w" sizes="(max-width: 219px) 100vw, 219px" /><p id="caption-attachment-3456" class="wp-caption-text">Porta dei Vacca Genova</p></div>
<p><strong>Attualmente le due torri merlate appaiono diverse</strong>, questo perché negli anni vennero rivestite con materiale lapideo e vi furono aperte finestre. <strong>Solo la torre lato mare, dopo importanti lavori di restauro fatti nella seconda metà del 900, ha nuovamente assunto il suo aspetto originario.</strong></p>
<p>Porta dei Vacca, chiamata inizialmente Porta di Santa Fede per via della vicinanza con l&#8217;omonima chiesa di cui restano ormai poche tracce, <strong>fu anche usata a lungo come prigione</strong> e fu luogo di esecuzioni capitali&#8230; <strong>proprio in riferimento a questo suo utilizzo sarebbero legate le storie di fantasmi che si dice si aggirino presso il suo ingresso</strong>.</p>
<p><strong>Tra la notte di Venerdì Santo e l&#8217;alba della Pasqua potreste imbattervi in un carro spettrale</strong>, venuto a prendere le anime di coloro che sono stati colti da morte violenta o improvvisa. Il carro, guidato da un misterioso spirito incappucciato, uscirebbe dall&#8217;antica cinta muraria medioevale per risalire l&#8217;odierna Via delle Fontane e poi sulle alture della Valle di Carbonara, conducendo i defunti verso un luogo di maggiore pace.</p>
<p>Se sei interessato ad altre storie sui fantasmi di Genova <a href="https://www.gliappartamentidiema.it/?s=fantasmi">clicca QUI</a> per leggere altri post a tema.</p>
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		<item>
		<title>Porta Soprana: uno dei simboli di Genova</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giada]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Dec 2022 14:42:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia di Genova]]></category>
		<category><![CDATA[Porta Soprana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Chi visita il centro di Genova non può non notare le slanciate torri di Porta Soprana. Sono sicuramente uno dei simboli della città. Situata in Piano di Sant’Andrea (viene chiamata infatti anche Porta di Sant’Andrea), fu eretta nel IX secolo d.C. e modificata negli anni precedenti al 1155, in occasione della costruzione della nuova cinta [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Chi visita il centro di Genova non può non notare le slanciate torri di <strong>Porta Soprana. S</strong><strong>ono sicuramente uno dei simboli della città. </strong></h3>
<p>Situata in Piano di Sant’Andrea (viene chiamata infatti anche Porta di Sant’Andrea), fu eretta nel IX secolo d.C. e modificata negli anni precedenti al 1155, in occasione della costruzione della nuova cinta muraria detta “del Barbarossa”. <strong>È stata l&#8217;accesso principale alla città e ad oggi rappresenta una delle porte che introducono il turista nel centro storico di Genova.</strong></p>
<p><strong>Se inizialmente svolgeva una funzione difensiva, col tempo Porta Soprana è stata letteralmente inghiottita dall&#8217;espandersi della città</strong> e gli edifici arrivarono a toccare la parte esterna delle torri della porta (rimossi poi in età moderna). Un&#8217;abitazione fu addirittura costruita esattamente sopra all&#8217;arco della Porta, famosa per essere la casa dove abitò il figlio di quel Charles-Henry Sanson che passò alla storia per essere stato il &#8220;bourreau&#8221;, il boia, che aveva ghigliottinato il re di Francia Luigi XVI e la regina Maria Antonietta&#8230; ma non solo: tra le 2.918 teste che caddero nella cesta posizionata sotto la sua ghigliottina, ricordiamo anche quella di Robespierre o dell&#8217;astronomo Jean Sylvain Bailly.<em> [Se l&#8217;argomento vi interessa abbiamo scritto <a href="https://www.gliappartamentidiema.it/2020/03/23/il-cappio-dorato/">un articolo sul cappio dorato</a> reso famoso anche dalla canzone di De André]</em></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright  wp-image-3421" src="https://www.gliappartamentidiema.it/wp-content/uploads/2022/12/porta-soprana-genova-storia-1024x683.jpg" alt="Porta Soprana Genova" width="363" height="242" /></p>
<p>Nell&#8217;Ottocento, quando il vicino convento di Sant&#8217;Andrea fu riconvertito in carcere,<strong> le torri di Porta Soprana svolsero anche la funzione di prigioni</strong>.</p>
<p>La Porta, come si presenta oggi, è frutto del restauro voluto e diretto da Alfredo D&#8217;Andrade, direttore della Soprintendenza di Belle Arti a Genova alla fine dell&#8217;Ottocento, che negli anni è intervenuto su tanti palazzi del nostro centro storico. E&#8217; in questo periodo che la torre settentrionale viene ripristinata.</p>
<p><em>Negli anni 30 del Novecento, con la nascita di Piazza Dante, viene demolito Vico Dritto Ponticello e con esso la casa del figlio del boia che insisteva sulla torre meridionale di Porta Soprana, regalandola oggi ai turisti al suo antico splendore.</em></p>
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		<title>Campopisano: torniamo al 1284 e alle Repubbliche Marinare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giada]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Dec 2022 10:13:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia di Genova]]></category>
		<category><![CDATA[Pisa]]></category>
		<category><![CDATA[Repubbliche Marinare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Genova è una città chiusa come i suoi cittadini, nasconde le sue bellezze agli occhi e le riserva per i più attenti e meritevoli. Campopisano è una di queste, una piccola piazzetta sui 200 metri quadrati e dalla forma irregolare su cui si affacciano alte case a schiera con le facciate dipinte a tinte pastello [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h4>Genova è una città chiusa come i suoi cittadini, nasconde le sue bellezze agli occhi e le riserva per i più attenti e meritevoli.</h4>
<p><strong>Campopisano</strong> è una di queste, <strong>una piccola piazzetta sui 200 metri quadrati e dalla forma irregolare su cui si affacciano alte case a schiera con le facciate dipinte a tinte pastello tipicamente liguri e il tipico rissêu dai ciottoli bianchi e grigi che va a formare il disegno tipicamente marinaro</strong>.</p>
<p>Per capire l&#8217;esistenza di questa piazzetta bisogna fare un tuffo nella <strong>storia,</strong> tornare indietro all&#8217;epoca delle Repubbliche Marinare.</p>
<p>A quei tempi prendeva il nome di &#8220;Campus Sarzanni&#8221; poiché situata in prossimità della piazza di Sarzano -appena fuori le Mura del Barbarossa-, ma <strong>si è guadagnata l&#8217;appellativo di Campopisano dopo la vittoria riportata dalla flotta genovese sui pisani nella battaglia della Meloria nel 1284</strong>. In questo luogo infatti vennero confinati migliaia di prigionieri pisani, senza viveri e sostentamenti. La maggior parte dei quali morti di fame e stenti prima di essere trasportati nelle prigioni e sarebbero stati sepolti proprio in quello stesso luogo.</p>
<p><em><strong>Curiosità:</strong> l&#8217;illustre Rustichello, che nelle prigioni genovesi scrisse per conto di Marco Polo &#8220;il Milione&#8221;, fu artefice proprio in quel periodo del detto &#8220;se vuoi veder Pisa vai a Genova”, in riferimento appunto all&#8217;ingente numero di prigionieri pisani nelle sue carceri. </em></p>
<p><strong>Il rissêu della storica piazzetta è stato restaurato e in parte ricostruito nel 1992.</strong> Sono state tolte le erbacce e quella sorta di selciato realizzato con ciottoli di mare bianchi e grigi, tipico della pavimentazione ligure di fine Medioevo, è tornato al suo splendore.</p>
<p>Nonostante questo rimane tutt&#8217;ora un luogo molto spesso fuori dai percorsi turistici, pur essendo in pieno Centro Storico.<br />
Un vero peccato perché <strong>entrare in Campopisano è un po&#8217; come un fare un salto nella storia</strong>, la conformazione della piazzetta ti allontana dalla movida che imperversa a poca distanza, ed è come immergersi nel mondo delle Repubbliche Marinare.</p>
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