Buon Lunedì!

Andando a ritroso nella storia della nostra città emergono episodi tragici di cui si ha poca memoria.

Nei mesi scorsi ho parlato del sacco di Genova ad opera dei cartaginesi guidati da Magone, oggi invece vorrei portarvi al 900, ai tempi delle incursioni saracene.

Un “accanito” lettore del blog ricorderebbe l’articolo sulla pirateria nel mediterraneo, in cui indicavo la caduta di Costantinopoli come inizio delle scorrerie dei pirati saraceni nella penisola italica.

In realtà questo fenomeno ha origini molto più antiche. Cerchiamo di scoprire qualcosa in più.

Il contesto storico

Siamo nel X secolo durante la dominazione carolingia. L’Italia era stata divisa in marche e Genova faceva parte della Marca Obertenga, territorio vassallo del Regno d’Italia e del Sacro Romano Impero.

Le incursione saracene

I pirati saraceni navigavano a ridosso delle coste liguri in attesa del momento propizio per saccheggiare i centri abitati. Non passò molto tempo prima che il capoluogo ligure entrasse nel mirino dei pirati.

La prima incursione di cui ho trovato notizie risale al 934. L’attacco mosso dalla flotta pirata del comandante Ya’qub ibn Ishaq al-Tamimi del Califfato Fatimide, fu prontamente respinto dagli abitanti che grazie all’aiuto del maltempo riuscirono a scacciare i nemici impadronendosi di 17 navi.

L’attacco dei pirati e il sacco di Genova

Battuti ma non sconfitti, i pirati di Ya’qub si ritirano in Sicilia per riorganizzarsi.

Nel 935 attaccarono nuovamente, sfruttando il fattore sorpresa.

Il 16 agosto, alle prime luci dell’Alba, la flotta fatimide attaccò la città ancora nelle braccia di morfeo.

Fu un massacro. Genova venne saccheggiata e distrutta.

I pochi superstiti scapparono rifugiandosi sui monti. Chi non venne ucciso fu rapito e ridotto in schiavitù.

Durante il ritorno in patria, le navi del califfato, intercettate dalla flotta bizzantina, riuscirono ugualmente a fare rotta verso Mahadiyya (capitale fatimide) con bottino e prigionieri.

Controversie.

Nella breve ricerca svolta per scrivere l’articolo ho trovato informazioni discordanti.

Federico Donaver. Secondo Federico Donaver (“Storia di Genova, dalle origini ai giorni nostri“), che probabilmente si rifà alle testimonianze di Jacopo da Varagine, la flotta di Ya’qub, di ritorno dal Sacco, sarebbe stata attaccata dalle navi genovesi che avrebbero recuperato prigionieri e bottino.

Numero delle navi. Anche i numeri delle navi della flotta fatimide differiscono. C’è chi parla di 200 e chi di 20 o 30.

Curiosità
Rapimenti

Durante le scorrerie, i pirati saraceni facevano razzia di prigionieri. Dopo l’incursione attendevano a largo chiedendo un riscatto per le vittime. Chi non aveva la fortuna di essere riscattato veniva ridotto in schiavitù e l’unico modo per ottenere la libertà era quello di ripudiare la fede cristiana e convertirsi all’Islam.

Mura carolingie

Per resistere agli attacchi dei pirati furono erette nuove mura a difesa della città. Il periodo di costruzione è stato attestato tra l’848 e l’889. Le mura che escludevano il borgo abitato, erano lunghe circa 1480 metri e difendevano una superficie di 20 ettari. Avevano quattro porte (San Pietro, Serravalle, Castri e Soprana) e Quattro torri (Castelletto, Luccoli, Castello e Friolente).

Califfato Fatimide

I fatimidi furono la più grande dinastia sciita ismailita della storia. Il califfato che sorse tra il 909 e il 1171, arrivò ad un’estensione superiore ai 5 milioni di chilometri quadrati e comprendeva l’Africa settentrionale, la Sicilia e una parte della penisola arabica.

Ancora una volta è stato bello immergersi nella storia millenaria di Genova. Certo, la versione di Jacopo da Varagine è sicuramente più avvincente, con la rivincita di Genova, tuttavia quello che ho trovato differisce dalla versione “nostrana”.

Nessuno sa come sia andata veramente, l’unica cosa certa è che Genova nel corso della storia ha saputo rialzarsi più volte e prendersi la propria rivincita.

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Ci ri leggiamo settimana prossima 🙂