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	<title>Pisa Archivi - Gli appartamenti di Ema</title>
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		<title>Campopisano: torniamo al 1284 e alle Repubbliche Marinare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giada]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Dec 2022 10:13:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia di Genova]]></category>
		<category><![CDATA[Pisa]]></category>
		<category><![CDATA[Repubbliche Marinare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Genova è una città chiusa come i suoi cittadini, nasconde le sue bellezze agli occhi e le riserva per i più attenti e meritevoli. Campopisano è una di queste, una piccola piazzetta sui 200 metri quadrati e dalla forma irregolare su cui si affacciano alte case a schiera con le facciate dipinte a tinte pastello [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h4>Genova è una città chiusa come i suoi cittadini, nasconde le sue bellezze agli occhi e le riserva per i più attenti e meritevoli.</h4>
<p><strong>Campopisano</strong> è una di queste, <strong>una piccola piazzetta sui 200 metri quadrati e dalla forma irregolare su cui si affacciano alte case a schiera con le facciate dipinte a tinte pastello tipicamente liguri e il tipico rissêu dai ciottoli bianchi e grigi che va a formare il disegno tipicamente marinaro</strong>.</p>
<p>Per capire l&#8217;esistenza di questa piazzetta bisogna fare un tuffo nella <strong>storia,</strong> tornare indietro all&#8217;epoca delle Repubbliche Marinare.</p>
<p>A quei tempi prendeva il nome di &#8220;Campus Sarzanni&#8221; poiché situata in prossimità della piazza di Sarzano -appena fuori le Mura del Barbarossa-, ma <strong>si è guadagnata l&#8217;appellativo di Campopisano dopo la vittoria riportata dalla flotta genovese sui pisani nella battaglia della Meloria nel 1284</strong>. In questo luogo infatti vennero confinati migliaia di prigionieri pisani, senza viveri e sostentamenti. La maggior parte dei quali morti di fame e stenti prima di essere trasportati nelle prigioni e sarebbero stati sepolti proprio in quello stesso luogo.</p>
<p><em><strong>Curiosità:</strong> l&#8217;illustre Rustichello, che nelle prigioni genovesi scrisse per conto di Marco Polo &#8220;il Milione&#8221;, fu artefice proprio in quel periodo del detto &#8220;se vuoi veder Pisa vai a Genova”, in riferimento appunto all&#8217;ingente numero di prigionieri pisani nelle sue carceri. </em></p>
<p><strong>Il rissêu della storica piazzetta è stato restaurato e in parte ricostruito nel 1992.</strong> Sono state tolte le erbacce e quella sorta di selciato realizzato con ciottoli di mare bianchi e grigi, tipico della pavimentazione ligure di fine Medioevo, è tornato al suo splendore.</p>
<p>Nonostante questo rimane tutt&#8217;ora un luogo molto spesso fuori dai percorsi turistici, pur essendo in pieno Centro Storico.<br />
Un vero peccato perché <strong>entrare in Campopisano è un po&#8217; come un fare un salto nella storia</strong>, la conformazione della piazzetta ti allontana dalla movida che imperversa a poca distanza, ed è come immergersi nel mondo delle Repubbliche Marinare.</p>
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		<title>La prima guerra tra Genova e Pisa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Emanuele]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 May 2021 05:54:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia di Genova]]></category>
		<category><![CDATA[genova]]></category>
		<category><![CDATA[La prima guerra tra Genova e Pisa]]></category>
		<category><![CDATA[Pisa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Oggi parliamo della prima guerra tra Genova e Pisa, le due repubbliche marinare che si contesero per lungo tempo la supremazia sul Mar Tirreno e sul Mediterraneo. Alleate contro i saraceni Prima di intraprendere una serie di infinita di scontri, le due città, intessevano rapporti commerciali ed erano alleate contro una minaccia comune: i pirati [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi parliamo della<strong> prima guerra tra Genova e Pisa</strong>, le due repubbliche marinare che si contesero per lungo tempo la supremazia sul Mar Tirreno e sul Mediterraneo.</p>
<h5><em><strong>Alleate contro i saraceni</strong></em></h5>
<p>Prima di intraprendere una serie di infinita di scontri, le due città, intessevano rapporti commerciali ed erano alleate contro una minaccia comune: <a href="https://www.gliappartamentidiema.it/2021/03/08/le-incursioni-dei-pirati-saraceni-e-il-sacco-di-genova-del-935/">i pirati saraceni</a>.</p>
<p>Sconfitto il nemico, iniziarono a scontrarsi per il dominio di rotte commerciali e territori.</p>
<h5><em><strong>L&#8217;occupazione pisana della Corsica e i primi scontri</strong></em></h5>
<p>La scintilla che innescò la guerra, fu l&#8217;<strong>occupazione pisana della Corsica</strong>, avvallata da <strong>Papa Urbano II</strong>, che nel 1091 donava l&#8217;isola alla chiesa toscana, conferendo all&#8217;arcivescovo di Pisa l&#8217;autorità di consacrare i vescovi corsi.</p>
<p>Altri scontri degni nota avvennero nel <strong>maggio del 1119</strong>, quando una flotta genovese, composta da 16 galee depredò alcune navi pisane.</p>
<p>Ma è l&#8217;anno successivo che la Superba punta al bersaglio grosso: una flotta di 145 navi, caricate di mezzi per l&#8217;assedio, con a bordo un esercito di circa ventimila effettivi punta a Porto Pisano.</p>
<p>La minaccia spinge Pisa a chiedere la pace, accettando le condizioni di Genova.</p>
<h5><em><strong>L&#8217;intervento di Papa Callisto</strong></em></h5>
<p>Nel <strong>1123</strong>, <strong>Papa Callisto II</strong> (<em>nell&#8217;immagine</em>) tenta di appianare le divergenze tra le due città, convocando i rispettivi ambasciatori a Roma per<strong> il Concilio Lateranense.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il concilio si concluse a favore di Genova, con la decisione papale del 27 marzo e del 7 aprile, di sospendere l&#8217;autorità della chiesa pisana nella nomina dei vescovi corsi.</p>
<h5><em><strong>La ripresa delle ostilità</strong></em></h5>
<p>La risoluzione di Callisto II getta altra benzina sul fuoco.</p>
<p>Pisa riprende le scorrerie nel mar Tirreno ai danni della rivale.</p>
<p>Genova risponde con l&#8217;occupazione di Castel Sant&#8217;Angelo e di altri avamposti nemici in Corsica.</p>
<p>Nonostante le vittorie genovesi, la minaccia pisana cresceva giorno dopo giorno.</p>
<p>I toscani, mettevano in serio pericolo il commercio della Superba nel tirreno, sino alle coste della Provenza.</p>
<p>Genova decise di tutelare i propri traffici attaccando il nemico in casa sua: sconfisse i pisani all&#8217;Isola d&#8217;Elba, in seguito, occupò e saccheggiò Piombino.</p>
<h5><em><strong>La bolla di Papa Onorio II</strong></em></h5>
<p>La rivincita pisana arriva a &#8220;tavolino&#8221;.</p>
<p><strong>Nel 1126</strong>, <strong>Papa Onorio II</strong> (nell&#8217;immagine) comunica attraverso una bolla la restituzione dei privilegi pisani sulla Corsica persi a causa della decisione di Callisto II.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Anche in questo caso, le decisioni papali non fecero altro che inasprire il conflitto che si trascinò sino al sud Italia: I genovesi dettero la caccia a nove galee pisane che si rifugiarono a Messina. Nonostante l&#8217;appoggio dei locali, le forze della Superba invasero e saccheggiarono la città sicula.</p>
<h5><em><strong>La pace mediata da Innocenzo II</strong></em></h5>
<p>Per attendere la pace è necessario aspettare ancora qualche anno.</p>
<p>Il <strong>14 febbraio del 1130</strong> vengono eletti contestualmente due papi: <strong>Papa Innocenzo II</strong> e l&#8217;<strong>Antipapa Anacleto II</strong>.</p>
<p>Fu proprio Innocenzo II (<em>nell&#8217;immagine</em>) che godeva del sostegno di Genova e Pisa a intercedere per un accordo di tregua.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il Pontefice, in fuga da Anacleto, si riparò a Genova, spingendo le due rivali a cessare le ostilità.</p>
<p>Con la bolla del <strong>20 marzo del 1133</strong> vennero notificati i capitoli della pace.</p>
<h5><em><strong>Curiosità</strong></em></h5>
<h6><em><strong>Genesi della rivalità</strong></em></h6>
<p>Sembra che le ragioni di odio tra Genova e Pisa risalgano all&#8217;epoca di <strong>Carlo Magno</strong>, quando l&#8217;imperatore preferì utilizzare il porto di Genova a discapito di quello pisano.</p>
<h6><em><strong>Caffaro</strong></em></h6>
<p>Per il Concilio Lateranense del 1123, Genova inviò <strong>Barisone</strong> e <strong>Caffaro</strong> (<em>nell&#8217;immagine</em>) in qualità di ambasciatori.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Quest&#8217;ultimo, che è conosciuto per i suoi <strong>annali</strong>, è stato anche <strong>capitano della flotta genovese nel 1125</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Con questo articolo abbiamo fatto luce su una piccola parte della storia di Genova, fatta di commercio, politica, religione, battaglie e scorrerie nei mari. Non basterà una bolla papale per attenuare la rivalità tra Genova e Pisa che si ripresenterà nel corso del secolo successivo, culminando con la <strong>battaglia della Meloria nel 1284</strong>.</p>
<p><em>Tratto da Storia di Genova. Dalle origini ai giorni nostri di Federico Donaver &amp; AA.VV</em></p>
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