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	<title>Porta dei Vacca Archivi - Gli appartamenti di Ema</title>
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	<description>Pernottamenti a Genova</description>
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	<title>Porta dei Vacca Archivi - Gli appartamenti di Ema</title>
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		<title>Porta dei Vacca e i suoi fantasmi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giada]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Feb 2023 13:57:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Racconti e leggende]]></category>
		<category><![CDATA[Storia di Genova]]></category>
		<category><![CDATA[carro spettrale]]></category>
		<category><![CDATA[fantasmi]]></category>
		<category><![CDATA[genova]]></category>
		<category><![CDATA[Porta dei Vacca]]></category>
		<category><![CDATA[Porte di Genova]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Porta dei Vacca è una delle poche Porte che circondavano il centro storico di Genova ancora in ottimo stato, aveva un&#8217;importante posizione strategica e suscita tutt&#8217;ora interesse anche per i suoi fantasmi. Costruita intorno al 1155-1159 dopo la copertura del rivo Carbonara, controllava i trasporti che avvenivano lungo la Via Salaria e fungeva da sistema [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>Porta dei Vacca</strong> è una delle poche Porte che circondavano il centro storico di Genova ancora in ottimo stato, aveva un&#8217;importante posizione strategica e suscita tutt&#8217;ora interesse anche per i suoi <strong>fantasmi</strong>.</h2>
<p><strong>Costruita intorno al 1155-1159</strong> dopo la copertura del rivo Carbonara, controllava i trasporti che avvenivano lungo la Via Salaria e fungeva da <strong>sistema difensivo della terza cerchia di mura</strong> per far fronte ad eventuali aggressioni di Federico Barbarossa.</p>
<p><strong>La sua conformazione architettonica è in stile gotico</strong>, di chiaro orientamento germanico. Due alte colonne bianche e nere con capitello corinzio che sostengono un arco a sesto acuto nel cui spazio si articolava la massiccia porta di ingresso. Le abitazioni erano probabilmente poste nelle due torri e il personale di guardia era posto sul ponticello merlato.</p>
<div id="attachment_3456" style="width: 229px" class="wp-caption alignright"><img fetchpriority="high" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-3456" class=" wp-image-3456" src="https://www.gliappartamentidiema.it/wp-content/uploads/2023/02/Porta-dei-Vacca-Genova-Gli-Appartamenti-di-Ema.jpg" alt="Porta dei Vacca Genova" width="219" height="292" srcset="https://www.gliappartamentidiema.it/wp-content/uploads/2023/02/Porta-dei-Vacca-Genova-Gli-Appartamenti-di-Ema.jpg 480w, https://www.gliappartamentidiema.it/wp-content/uploads/2023/02/Porta-dei-Vacca-Genova-Gli-Appartamenti-di-Ema-225x300.jpg 225w" sizes="(max-width: 219px) 100vw, 219px" /><p id="caption-attachment-3456" class="wp-caption-text">Porta dei Vacca Genova</p></div>
<p><strong>Attualmente le due torri merlate appaiono diverse</strong>, questo perché negli anni vennero rivestite con materiale lapideo e vi furono aperte finestre. <strong>Solo la torre lato mare, dopo importanti lavori di restauro fatti nella seconda metà del 900, ha nuovamente assunto il suo aspetto originario.</strong></p>
<p>Porta dei Vacca, chiamata inizialmente Porta di Santa Fede per via della vicinanza con l&#8217;omonima chiesa di cui restano ormai poche tracce, <strong>fu anche usata a lungo come prigione</strong> e fu luogo di esecuzioni capitali&#8230; <strong>proprio in riferimento a questo suo utilizzo sarebbero legate le storie di fantasmi che si dice si aggirino presso il suo ingresso</strong>.</p>
<p><strong>Tra la notte di Venerdì Santo e l&#8217;alba della Pasqua potreste imbattervi in un carro spettrale</strong>, venuto a prendere le anime di coloro che sono stati colti da morte violenta o improvvisa. Il carro, guidato da un misterioso spirito incappucciato, uscirebbe dall&#8217;antica cinta muraria medioevale per risalire l&#8217;odierna Via delle Fontane e poi sulle alture della Valle di Carbonara, conducendo i defunti verso un luogo di maggiore pace.</p>
<p>Se sei interessato ad altre storie sui fantasmi di Genova <a href="https://www.gliappartamentidiema.it/?s=fantasmi">clicca QUI</a> per leggere altri post a tema.</p>
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		<title>Le mura del Barbarossa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Emanuele]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Nov 2020 11:50:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Racconti e leggende]]></category>
		<category><![CDATA[genova]]></category>
		<category><![CDATA[Mura del Barbarossa]]></category>
		<category><![CDATA[Porta dei Vacca]]></category>
		<category><![CDATA[Porta Soprana]]></category>
		<category><![CDATA[Sacro Romano Impero]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Buon lunedì! Oggi torniamo a parlare di zena. Vorrei aprire una parentesi sulla storia legata alla cinta muraria che ha difeso la nostra città dagli invasori. Nel corso dei secoli Genova si è dotata di ben sette cinte murarie. Tra queste, l&#8217;opera che è passata alla storia sia per la velocità nella realizzazione, sia la [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.gliappartamentidiema.it/2020/11/30/le-mura-del-barbarossa/">Le mura del Barbarossa</a> proviene da <a href="https://www.gliappartamentidiema.it">Gli appartamenti di Ema</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Buon lunedì!</p>
<p>Oggi torniamo a parlare di <em>zena</em>.</p>
<p>Vorrei aprire una parentesi sulla storia legata alla <strong>cinta muraria</strong> che ha difeso la nostra città dagli invasori.</p>
<p>Nel corso dei secoli Genova si è dotata di ben <strong>sette cinte murarie</strong>.</p>
<p>Tra queste, l&#8217;opera che è passata alla storia sia per la velocità nella realizzazione, sia la per dimostrazione della potenza messa in campo dalla <em>Superba</em> sono sicuramente <strong>le mura del Barbarossa</strong>, la terza cinta muraria, innalzata tra il <strong>1155 e il 1159</strong>.</p>
<p><em>Ma andiamo con ordine&#8230;</em></p>
<h5><em><strong>Chi era il Barbarossa?</strong></em></h5>
<p><strong>Federico I di Svevia</strong>, conosciuto anche come <strong>Federico &#8220;Barbarossa&#8221;</strong>, fu <strong>re di Germania</strong> e <strong>imperatore del Sacro Romano Impero.</strong></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-1474 aligncenter" src="https://www.gliappartamentidiema.it/wp-content/uploads/2020/11/Gli-appartamenti-di-Ema-le-mura-del-barbarossa-2-256x300.png" alt="" width="256" height="300" /></p>
<p>Il sovrano si considerava legittimo erede dell&#8217;impero Romano d&#8217;occidente.</p>
<p>Forte di questa convinzione, e alla ricerca di uno sbocco sul mediterraneo, ben presto mise gli occhi sulla penisola italica.</p>
<p>Nel <strong>1154</strong>, Convocò gli ambasciatori dei comuni del nord Italia a <strong>Roncaglia</strong>, dove indette una dieta per reclamare i diritti imperiali e chiedere la sottomissione delle città.</p>
<p>I comuni che non si sottomisero, come Milano e Tortona, furono messi a ferro e fuoco.</p>
<p>Genova, che fino a quel momento godeva di una larga autonomia giuridica ricevette solo una richiesta di fedeltà, ma non di sottomissione.</p>
<h5><em><strong>La costruzione della cinta Muraria</strong></em></h5>
<p>Nonostante la diplomazia messa in atto dal Barbarossa con gli ambasciatori genovesi, la minaccia imperiale era reale.</p>
<p>Così <strong>nel 1155 iniziarono i lavori di ampliamento della cinta muraria</strong>.</p>
<p><strong>I lavori procedettero a rilento sino al 1158</strong>, anno in cui la minaccia del Barbarossa tornò prepotentemente in scena.</p>
<p>L&#8217;imminente pericolo spinse i genovesi a dare fondo a tutte le risorse per terminare l&#8217;opera nel minor tempo possibile.</p>
<p>Mentre i nobili finanziavano il progetto, la popolazione forniva manodopera.</p>
<p>Anche l&#8217;arcivescovo Sirio II diede in pegno alcuni beni della chiesa per recuperare i fondi per la costruzione.</p>
<p>Tutta la città lavorò alacremente e <strong>nel tempo record di 53 giorni Genova ebbe la sua nuova cinta muraria.</strong></p>
<p>Le gesta dei genovesi colpirono il Barbarossa che lasciò loro piena autonomia in cambio della fedeltà e del &#8220;dono&#8221; di 1200 marchi d&#8217;argento.</p>
<h5><em><strong>Le nuove mura</strong></em></h5>
<p>Le nuove mura ampliarono la città.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-1478 alignright" src="https://www.gliappartamentidiema.it/wp-content/uploads/2020/11/Gli-appartamenti-di-Ema-le-mura-del-barbarossa-a-300x226.jpg" alt="" width="300" height="226" /></p>
<p>Partendo da <strong>Porta Soprana</strong>, da un lato, si snodavano verso <strong>Via del Colle</strong> sino ad arrivare a comprendere la <strong>Chiesa di San Salvatore</strong> in <strong>Piazza Sarzano</strong>. La collina di Sarzano, presieduta da un bastione, era difesa &#8220;naturalmente&#8221; da uno strapiombo sul mare.</p>
<p>A lato ponente, le mura si ergevano verso la collina di <strong>Piccapietra</strong> e quella di <strong>Luccoli</strong>, per scendere nei pressi di piazza <strong>Fontane Marose</strong>, proseguire fino a <strong>Portello</strong>, salire al <strong>Castellett</strong>o, scendere nuovamente lungo la zona del <strong>Carmine</strong> e giungere alla costa in corrispondenza di <strong>via del Campo</strong> dove si erge tutt&#8217;ora la <strong>Porta dei Vacca</strong>.</p>
<p>Con l&#8217;ampliamento delle mura che si estendevano per un tratto superiore ad un <strong>chilometro e seicento metri</strong>, la città divenne con i suoi <strong>55 ettari</strong>, una delle più grandi della penisola italica.</p>
<h5><em><strong>Curiosità</strong></em></h5>
<p>Nonostante le mura siano state edificate nel <strong>1159 i lavori terminarono solo nel 1163</strong>.</p>
<p>L&#8217;accesso alla città era consentito attraverso <strong>5 porte</strong>, due di esse fortunatamente ancora esistenti: <strong>Porta Soprana</strong> (Conosciuta anche con il nome di Porta di Sant&#8217;Andrea) e <strong>Porta dei Vacca</strong> (o Porta di Santa Fede).</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-1485" src="https://www.gliappartamentidiema.it/wp-content/uploads/2020/11/Gli-appartamenti-di-Ema-le-mura-del-barbarossa-6-1-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-1480" src="https://www.gliappartamentidiema.it/wp-content/uploads/2020/11/Gli-appartamenti-di-Ema-le-mura-del-barbarossa-5a-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></p>
<p>Gli altri 3 accessi erano <strong>Porta Aurea</strong> (identica alle prime due), <strong>Porta di Sant&#8217;Agnese</strong> e <strong>Porta di</strong> <strong>Murtedo</strong>.</p>
<p><strong>Porta Aurea</strong> (conosciuta anche come Porta Doria), gemella di Porta Soprana e Porta dei Vacca, fu eretta nel quartiere di Piccapietra. Le torri vennero mozzate nel XVIII secolo e fu inglobata nel tessuto cittadino, diventando una semplice volta. In seguito, venne demolita negli anni 60 del novecento, a causa del rinnovamento del quartiere.</p>
<p><em>Dopo la distruzione di Via Madre di Dio e della casa di Paganini, un altro scempio architettonico compiuto ai danni della nostra città&#8230;</em></p>
<p><strong>Porta Murtedo</strong>, costruita tra il 1155 e il 1161 si ergeva in largo Lanfranco, accanto al monastero di Santa Caterina, entrambi andarono distrutti. L&#8217;accesso fu sostituito nel 1536 dalla <strong>Porta dell&#8217;Acquasola</strong>, eretta in Piazza Corvetto.</p>
<p><strong>Porta di Sant&#8217;Agnese</strong> si trovava vicino all&#8217;omonima chiesa di Sant&#8217;Agnese (eretta nel 1192), nei pressi di Piazza della Nunziata. Entrambe le costruzioni sono andate distrutte. La chiesa di Sant&#8217;Agnese è stata ricostruita, ma in un caseggiato di via Polleri sono ancora presenti un muro e una colonna appartenenti all&#8217;antica struttura.</p>
<p>Le mura del barbarossa, non rappresentano solo una fortificazione difensiva. Rappresentano la volontà di una città intera a non piegarsi ai capricci di un despota straniero, rivendicando la propria identità e autonomia. Ed è anche grazie a questo spirito combattivo che Genova è, è stata e sarà sempre <em>la</em> <em>Superba</em>.</p>
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<p>Ci ri leggiamo lunedì!</p>
<p>Stay tuned!</p>
<h5><em><strong>Fonti</strong></em></h5>
<p><em><a href="https://www.treccani.it/enciclopedia/caffaro_(Dizionario-Biografico)/">Treccani, Caffaro di Rustico da Caschifellone</a></em></p>
<p><em><a href="http://www.guidadigenova.it/storia-genova/mura-forti/">Forti e mura, la difesa di Genova e l&#8217;antica cinta muraria</a></em></p>
<p><em><a href="https://digilander.libero.it/paolore2/liguria/storia.html">La storia della Liguria</a></em></p>
<p><em>Vivere Genova e il suo centro storico, Vittorio Sirianni</em></p>
<p><em><a href="http://www.isegretideivicolidigenova.com/p/le-piazze-e-le-vie.html">I segreti dei vicoli di Genova</a></em></p>
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